L’ARTE E’ UN GUIZZO

Una lettera di Viviane Maier a un amico (1974).

Grazie della tua lettera, ma direi di no.

Non ho bisogno di nulla. Vivo con quello che ho.

Se vuoi spedirmi dei cataloghi di fotografia, va bene. Mi piacciono, le fotografie. Quando fotografi vedi il mondo come vuoi, lo fissi in quel modo e lo porti via con te; solo così puoi accettare di esistere, solo se la vita la sviluppi a modo tuo; se non lo fai, la vita stupida e indegna, insipida e sciocca, ti costringe a badare a dei mocciosi quando vorresti vedere solo degli specchi in cui riflettere te e il mondo e coglierlo d’un balzo, come la pantera fa con la preda, perché è giusto così. Un balzo perfetto. Di vita, ce n’è troppa. Ma di arte no, per fortuna. L’arte e un guizzo, e poi si va oltre.

Quando morirò, non farmi seppellire. Bruciami. Dì che mettano sopra le ceneri il mio tailleur rosso, che lo stendano come la silhouette del corpo che ero, e basta così. Il tempo e la pioggia lo disferanno, ma per qualche giorno potrai vedermi proprio com’ero.

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