Questa ragione
Ammetti la sconfitta:
ti vuoi ancora fra
i vivi.
Allora invoca tramonti
senza tormento, bocche
senza parole.
L’esito, il tiramolla.
Senza malinconie
a velo, ansia sottrae.
I termini sono minimi.
I tuoi torti sono minimi.
Dille che aspetti ancora
un poco.
Che aspetti.
Virile stagione di dolore
Abbia il suo compimento.
La sua spina.

Una cosa
Una cosa
con qual(cosa)
Dentro
Una cosa
Con qual(cosa)
Fuori
una cosa come una casa omicida
una cosa umida al tatto
una cosa
lo dicevano i vecchi
concreta
solida
Una cosa
lo dicevano i vecchi
astratta
molle
una cosa da piegarsi in quattro
da dividere in sei
da plagiare da strappare
Una cosa come
una cosa fra
una cosa ma
una cosa così
una
dicevo per l’appunto lunedì’
Una cosa
sì
ma una così
una cosa che si specchia
e tralascia poi
di pettinarsi
beh in fondo era una
bella cosa…
quella cosa

Con gli interessi di una rosa
Se è poco
o punto
se
non viene
dallo strappo
orizzontale
di un
malessere
che
un tempo
come secco fiore
di un
prato
d’erba
tenera
lambivo
se
nulla
risale
alla superficie
di ciò
che di già
è obliato
se nulla è proprio nulla
o
se dal nulla
scaturisce
materia
di stazioni di tregua
se
dal nulla
appare concreta
possibile
una lama
di luce che fertile
rende il terreno
e ben dispone
la nuova
stagione
se il contrario
è solo
l’altra faccia
della medaglia
del libro del futuro
se questo
e tutto questo
ti dimostra
che il raggio corto
di un’età che non è età
rende
anima e corpo
a un pulviscolo di frammenti
che compongono il mio nome
allora
il silenzio
si girerà su un’altra
pagina
la mia bianca –
appena
un poco scalfita –
mi renderà
la rossa
sagoma
di mio per mio
sole, io non più solo,
allora l’età mia
il raggio bianco
illuminerà
con gli interessi
di una rosa

In definitiva
Un negro che fuma la pipa
la pipa
su un lato del quadrato
un questuante
con la pergamena
che ferma il lutto
di un gabbiano
su un altro lato del quadrato
sugli altri due lati
la paura
la vendetta
il negro accoltella il mendicante
il gabbiano
becca sulla testa del negro
una chicca del mare
il quadrato rosseggia
ormai è solo una
cornice cinerea
la pipa
Cade
ma si salva
il mare
e la chicca di mare
del gabbiano
si salvano
il lutto è ricomposto
prima dell’arrivo
della notte
tutte le forme evanescenti
si consolidano
in nere spade
gli angoli del quadrato
sono ali verdi
ora volano verso la luce
e il quadrato
non più quadrato mente
al negro
al gabbiano
al questuante
la vendetta e la paura
si disperdono
In definitiva solo questo volevo dire:
niente è più tondo di questo quadrato

La lira radioattiva
Lascio.
Lascio a te la lira
creativa
radioattiva
quel che mi rimane.
Risieda
tra le tue membra
fresche.
Perdona il fardello di un presunto
perdente e d’un certo e sicuro
perduto.
Fuggo da un mondo distante
dal pubblico pagante,
dal mio corpo volante.
Fiaccola nella tenebra
celebra l’inchiostro.
