Succede che mi stanco dei miei piedi e delle mie unghie…
Pablo Neruda

Ha stretto le dita nella scarpa e l’unghia
s’incurva si ficca nella carne:
quando cambia il tempo
una strada traversa l’umore
e un dolore al metatarso e all’alluce
– un coltello –
e poi il tallone non appoggia bene
la caviglia cede non vede il marciapiede
si scortica la pelle
se strofina su quella della scarpa e se
fa molto freddo il piede si raggrinza
e se fa caldo
cerca spazio.
*
(In nessundove si danza
tra sbuffi di vento e tanghi
si danza
le finte danze leggere
ci detestiamo ma si danza
-sulle punte le ballerine sudano
strizzano occhi e labbra
le sirenette le code si accoltellano
e gli scafoidi vanno a pezzi).
*
Vedete
i miei piedi danzare agili e lieti
e non pensate
non pensate che anch’io dovrò morire.
*
Un sentiero in salita. In cima c’è un panorama, dicono.
Ma la vacanza è finita: lei non camminò e non vide.
*
Sulle alture ci sono voci
si scavalcano impacci
ci si arrampica sui terremoti
per quelle voci.
In alto i piedi hanno visioni.
Dopo il brusio delle nuvole
tutto riprende a tacere:
e i piedi a non vedere.

(Lei pensa al piede di chi è sceso e caduto.
In Malte all’andatura sghemba dell’uomo solo,
a Teseo pensa, al suo sandalo slacciato.
E con il piede guasto attende primavera guardando Marcopolo.)
*
L’Africa è il centro del plantare
– calore e respiro nel plesso solare –
Sull’alluce c’è la calotta polare
– Alaska e Jack London sulle slitte.

È con le dita a nord che il piede rompe il ghiaccio?
Che fuso orario c’è dal polpaccio a Siviglia?
Si trova in Grecia il Tarso o il Metatarso?
Domani me ne andrò con le espadrillas.
Se Atlantide e Atlantico sono i talloni
e tutte le strade le sinapsi
il cervello controlla il passo
il mistero, le distorsioni.
*
(Dov’è l’Occidente e l’Oriente
nel piede cancellati
si volò per mille e una notte
quando eravamo alati).
*
Un filo invisibile lega tetti, campanili, balconi. Col naso in su insieme ad altri bambini lei guarda l’uomo biancovestito che cammina tranquillo. Che cosa lo sostiene?

(Nel piede vede la nave
– la poppa è il tallone, la prua le cinque dita –
perché se veniamo dall’acqua
sulle acque sui può camminare.
Pensa alla sua pinna antica
al mare amniotico che la cullava
quando era isola fluttuante.
Pensa alle navi arenate
su tutte le linee d’ombra).
*
È sull’astragalo che gli astrologi leggevano i viaggi?
E se il senso vien meno
si brancola
si sdrucciola
il piede sinistro si incupisce
– il naufragio senza bussola
è lentissimo.
Slogatura
frattura
edema
flittène.

Dov’è l’Occidente e l’Oriente
nel piede cancellati
si volò per mille e una notte
quando eravamo alati.
*
Cadono nasi a chi mente
a chi ruba cadono mani
i piedi cadono cadono
ai viaggiatori domani.
*
E lei cancella
i piedi cancella
ai suoi vecchi versi…
*
Vedete
i miei piedi danzare agili e lieti
e non pensate
non pensate che anch’io dovrò morire
(2010)

Nota:
I versi in corsivo sono di Langston Hughes.
