MAL DI FUOCO, 2. Jonny Costantino

Mal di fuoco di Jonny Costantino

Immagine dii Nicola Samorì

Jonny Costantino, Mal di fuoco, con immagini di Nicola Samorì, Effigie Il Primo Amore, Milano, 2016.

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Scrivendo e cadendo e danzando per non morre di gelo e di arsura, ho appreso che la parola dice la verità soltanto sotto tortura.

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Punto al nervo. La verità è un nervo coperto. Ramificato nel muscolo della vita. Scrivendo lo avvisto, lo incido, lo spremo. È amaro. Di verità m’imbevo e a furia di rilasciarla mi snervo. Nel grumo della vita squarciata m’innervo.

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La verità è una e non è una. C’è la verità della vita. Ci sono le verità delle vite. Scrivendo cerco la mia. Le mie. Le trovo, le perdo. Le sviscero. Mi eviscero. Esausta svengo. Disperata rinvengo. Non c’è tregua, né traguardo. Scrivendo mi avvero. Davvero.

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Scrivo perché lui è morto e io sono viva. Scrivo perché la su verità è ora una parte della mia verità. Scrivo perché la sua verità è la mia verità, sprovate dal fuoco dei corpi e delle menti, sono diventate la nostra verità. Scrivo perché lui non c’ più ma quello che lui è stato e noi siamo stati vive e si modifica in me e con chi entra in contatto con me. Scrivo perché lui è morto e con lui una parte di me.

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Scrivo per arrivare a te che mi leggi in un altro sistema o in un’altra galassia, ammesso che tu riesca a decifrare questi segni chiamati scrittura. Scrivo per te a condizione che in te ci sia qualcosa di compatibile con l’umano o l’inumano che fibrilla in me. Scrivo per te a condizione che tu possa assimilare o rigettare quello che scrivo. Qualunque cosa cosa sia. Ovunque tu bruci.

Jonny Costantino

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