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Di vetro
Albeggia stanco Gennaio.
Con il primo caffè scoppia il temporale.
La pioggia plasma una donna di vetro
Posta su un cenotafio.
La città fuori si metallizza.
Le stelle sono inscritte nel cielo
Con la nitidezza dell’alluminio.
La donna va in frantumi e si incarna.
Raccogliendo i suoi vetri con una paletta.
*
“Resistiamo. Pratichiamo la nostra arte
Con un sorriso che dispensi
Mele acerbe che sanno di cielo.
Tutto il nostro dolore venga sepolto con cura
Dopo aver spazzato ciò che era da spazzare
E il corpo appesantito dalla sua materia
Faccia il passo successivo”
*
Una sabbiatura di infiniti vetri
Il suo sussurro cristallizza.
Le lucertole scappano lontano dalle schegge
Il sepolcro le terrorizza.
Così, le ferite trovano pace secondo la loro natura
E per l’inattesa trasparente
Fa entrare la spazzatrice, la schiera di lacrime
Che splendono man mano che la luce avanza.
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La villa
Un vaso frantumato
E una macchia di pianto
E l’erba pestata
Intorno al vecchio tappeto
Solo questo ho trovato in sala
Quando mi hanno chiamato per entrare.
Qualche palmetta dorata
Che viveva sul soffitto
L’ha rubata la mia educazione:
Dovevo stare al mio posto
Una bambina che nutre il lutto
Invece delle ossa, Osso di Seppia.
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Ora un forte acquazzone
Risciacqua le doppie scale.
Illumina il suo pallore in giardino
Dove crescono gli spiriti:
L’araucaria, la magnolia
La palma dalle grandi ali.
E io, tenendo dritto il bastone
Ormai signora, con l’inchiostro
Tutto versato dalla spina dorsale
Di notte rianimo la villa
Nell’universo sono appena apparse per la prima volta le stelle!
Il cielo ci ha appena resi forti!
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Demetra Christodoulou nasce ad Atene nel 1953. Studia Legge e Letteratura Greca all’Università di Atene. Ha pubblicato undici libri di poesia, un libro di narrativa e un volume di traduzioni di poesia greca antica. Nel 2008 riceve il Greek National Prize of Poetry. I versi qui pubblicati, a cura di Gianluca Spitalieri, sono solo l’inizio di un lavoro che troverà la sua forma più completa nel blog “La dimora del tempo sospeso”, con ulteriori poesie tradotte e la pubblicazione di un saggio del curatore sulla poetessa greca.

