NON PARLAVA CON ME IL MIO PAESE. Osip Emil’evic Mandel’stam

Osip Ėmil’evič Mandel’štam

Non parlava con me il mio paese

non mi leggeva. Ora vuole un canto

lunghissimo, di gola – che si accordi

con fessure di terrea e tremi

nelle cose.

Non parlava con me il mio paese. Ora di colpo

mi ha infiammato come un fuoco, semplice, di bosco,

toccando appena il fuscello della lingua, lasciando che il palato

ardesse a cupola nel corpo.

Mi ha dato tempo e notte.

La voce si è levata prodigiosa

dimessa, nel secolo che cresce sul millennio

né lupo, né scoiattolo, non una bestia in fuga

ma pelle che si somma nel buio ad altre pelli

arata-notte nel tramestìo di foglie

notturna voce che scava fino al nome

e muta in tenebre il suo canto e dice: anch’io

nata a dicembre, il ventidue, sulla punta dell’anno che si spegne…

(traduzione di Antonella Anedda)

Antonella Anedda

*Il testo è tratto da Poesia della traduzione, a cura di Alberto Bertoni e Alberto Cappi, editoriale sometti, Mantova 2003.

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