
La spina dorsale (Poesie 2009-2017)
prefazione di Andrea Ponso
Giometti & Antonello, Macerata, 2021
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Una poesia ruvida, aspra, rauca, che sa di resti bruciati, cicatrici rugginose; una lingua “contraria”, sonnambula e drogata, intessuta di visioni e balbettii, di rovine dil lingua e di senso, dove “ogni poesia ha il suo insonne in ascolto”. Come scrive Andrea Ponso nella prefazione, questa poesia “è una sorta di processo alchemico rovesciato”, dove nulla raggiunge una ideale purezza e tutto si orienta verso “la spina dorsale” di una distruzione evocata, perseguita fino al minimo frammento.
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Come il mare ce l’hai davanti
la colata di castelli e ditirambi,
un’unghiata bastò a farli cadere
quando l’inverno è intero un anno,
un basso impasto di onde
e trasporta
dalla battigia all’onda e indietro
una porta sbilenca di lamiera.
*
Quando morivo e basta sognavo
un nuovo dialetto per sempre straniero
che trafugasse tutte le esse dell’ossario
dei nomi piantati nei legni
quasi fosse l’erba cattiva
della vita che vive
contro la vita che resta, tardiva, sognata.
*
Banditi dalle stelle del primo firmamento
sui polsi duri di carovanieri
oggi non riuscite e a leggere
la lingua contraria delle rocce friabili,
e del loro frantumo, della lingua friabile
soltanto riconoscete la voglia d’orbita
sul ventre della matrigna.
*
suonatori d’amore e schiume
credete alle svelte file d’incappucciati
sopra il ponte del giudizio
dimenticate Gerico e come il deserto copre
le pietre, erano mura e inscalfite,
spergjure a mezzogiorno.
*
Di quello che resta chiedo tutto il sangue che manca
versato per caso sul lastrico amisso
d’un vicolo a muro,
che però vede, indovina.
Vene d’asfalto, sulla mia strada
soltanto scogli lontani:
ogni fiato una vela – uno solo, spiegata.

*Nato a Cittadella e morto nel 2017 a Macerata, nella sua libreria antiquaria, Danni Antonello è stato poeta, editore, librario antiquario e comparatista linguistico. È cofondatore della casa editrice “Giometti & Antonello”.
