traduzione di Lucetta Frisa

Io sono
Sonetto
Io sono – soltanto so che sono
arranco sulla terra, ottuso e vuoto
il carcere terreno il corpo ha rattrappito col suo peso
di tedio e stroncati sul nascere i pensieri;
fuggii in solitudine i sogni di passione,
ma la lotta andò avanti – e solo so che sono
fui creatura legata a questa specie
d’uomini che disprezzano di tempo e luogo i limiti –
fui spirito errabondo attraverso gli spazi
di terra e cielo – come un sublime pensiero,
tracciando il creato, simile al mio dio libero
anima che ignora le catene – come solo nell’eterno
rigettando la vanità terrena e l’umiliazione dello spirito
ma adesso soltanto so che sono – ed è tutto.
I Am
Sonnet
I feel I am; – I only know I am,
And plod upon the earth, and dull and void:
Earth’s prison chilled my body with its dram
Of dullness, and my soaring thoughts destroyed,
I fled to solitudes from passions dream,
But strife persued – I only know, I am,
I was a being created in the race
Of men disdaining bounds of place and time: –
A spirit that could travel o’er the space
Of earth and heaven, – like a thought sublime,
Tracing creation, like my maker, free, –
A soul unshackled – like eternity,
Spurning earth’s vain and soul debasing thrall
But now I only know I am, – that’s all.
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Io sono
1
Io sono – ma chi sono a nessuno importa né lo sa:
lasciato dagli amici come un vecchio ricordo
io ingoio da solo le mie sventure
appaiono e scompaiono nel grembo dell’oblio
ombre di amorosi fermenti spasimi soffocati
ma ancora io sono e vivo- fumo perduto.
2
Nel nulla dello scherno e del rumore
nel mare acceso dei sogni della veglia
dove di vita e gioia non c’è traccia
se non l’immane naufragio della mia autostima
perfino i miei cari che ho amato tanto
mi sono estranei, più estranei di tutto.
3
Sogno paesaggi dove nessuno ha viaggiato
dove nessuna donna ha riso o pianto
per abitare solo con Dio, mio creatore
dormire come da bimbo dolcemente dormivo
senza dolore, e dove non soffrendo mi distendo
con l’erba sotto di me e sopra la curva del cielo.
I Am
1
I am – yet what I am, none cares or knows;
My friends forsake me like a memory lost: –
I am the self-consumer of my woes; –
They rise and vanish in oblivion’s host,
Like shadows in love’s frenzied stifled throes: –
And yet I am, and live – like vapours lost
2
Into the nothingness of scorn and noise, –
Into the living sea of waking dreams,
Where there is neither sense of life or joys,
But the vast shipwreck of my lifes esteems;
Even the deares, that I love the best
Are strange – nay, rather stranger than the rest.
3
I long for scenes, where man hath never trod
IoA place where woman never smiled or wept
There to abide with my Creator, God;
And sleep as I in childhood, sweetly slept,
Untroubling, and untroubled where I lie,
The grass below – above the vaulted sky.
*I testi sono tratti da Attraverso la valle dell’ombra profonda. Quaderno di poesia inglese del XIX secolo, a cura di Lucetta Frisa, con testi originali a Fronte, Robin, 2021.
