Vita
Vita, non abbandonarmi. Comunque tu sia, cactus, coltello,
daga, cappio, ferro in fuoco, oscurità malsanìa
sei sempre vita, e frullina e leggiadra e civetta:
anche se nonostante, continuo ad amarti.
Comunque tu sia, laida e scrignuta e streghesca e malvagia,
sei sempre vita, e preziosa nel mio lapidario.
Verde riviera, non abbandonarmi:
anche se involto d’atroce malinconia,
non voglio smarrirti, zitella dal fiato pesante,
guercia bigotta, garrula becchina,
tu rogna e affrantura, tu amore, mia vita,
tu limpida vita, tu vita inimica, ma vita.
*Ritrovo casualmente, dentro una copia de Il trucco e l’anima, Einaudi, 1982, questa poesia di Ripellino trascritta per non so quale occasione.



