
“nevica a Roma / ed è subito Brueghel”. Talvolta il poeta realizza un sogno: essere contemporaneo restando antico. In Gli amori terreni Anna Cascella Luciani porta a compimento questo sogno e, leggendo i suoi versi di “amor cortese”, si resta sospesi dentro un incantesimo amoroso, dove “la peluria bionda delle braccia” fa deflagrare ogni teoria, dove l’essere umano “ha diritto intero alla ripetuta / vertigine del tempo – mentre / libero – amato – amante – / con forza si sgola al tenue / – primo – calore della luce”. La gioia è mozartiana. Si tratta di “echi / di giochi d’acqua – / un sommesso scalpiccio di orme – / mentre il sole incardina altre impronte”. Dentro lo scherzo, tragico ma dolce, di una vita segnata da orfiche rinascite: “quante parole dette / inutilmente – / per una vita intera – / certamente”.
(M.E.)
**
essere – fare – amare –
tre verbi dell’infinito
“provare”
*
le aspetto – amate
ospiti del cielo –
è solo il 20 marzo –
un poco presto – ma
lo scruto – lo guardo
di mattina presto –
perché è sicuro
arriveranno – forti
– anche se stremate
dal viaggio – e simili
a eros nelle scure
frecce – incanteranno
il cielo
*
nevica a Roma
ed è subito Breughel –
il traffico si allenta –
sull’asfalto le impronte –
il colombo che cerca
riparo quasi una candida
pernice nello stupore
romano -. le giovani
donne del negozio
di argenti gridano
d’allegria – escono
col cappuccio – lanciano
palle di neve – i gabbiani
– bianco nel bianco –
continuano a volare
*
(affettuosamente ad un poeta ammalato)
fuggi quel tuo nord –
amico caro – quei tuoi
giorni ricolmi
di bronchite -elusi –
dove non brilla
scintilla – di pirite – torna
in Provenza – tra ricordi
di storie e di campi
di lavanda – tra Char
e Sereni – van Gogh –
Gauguin – Saintes Maries
de la Mer e i fenicotteri
in piume rosa – o arriva
a Roma dove – in primavera –
le vite possono avere
tali nuvole larghe –
in maratone -che sembra
stia cadendo in terra
un tempio per intero –
un volante un divino
Partenone – cerca
una lettera che ti presenti
a Catullo – a Orazio –
gli anni se ne vanno
di corsa – amico caro –
come le nuvole sopra di noi
in cielo – rallegra
di più le tue giornate –
falle più amate – ornale
di un calice di vino –
di gioie portate
con la grazia di un mantello
fino all’estate – afferralo
l’umbratile demone
del mese – ora che aprile
svela il quadro della luce –
A Marco Vitale
*
(divagando)
è ormai così nota
la notizia da non avere
più eco – più attenzione
e si disfa nella sua lieta
eremita delizia che ne fa
miele serrato – o anfora
claustrale al cui interno
sorgono arance della specie
che fu storicamente chiamata
amor cortese –
*I testi sono tratti da: Anna Cascella Luciani, Gli amori terreni (2009-2012), Edizioni L’Obliquo, 2016.

