
Non è che fuori accada molto, le dico
quasi sentendomi in colpa per una vita
che scorre via di qua e di là dal vetro
che ci separa nello stanzone freddo.
Mi chiede qualche moneta per il tè
– abbiamo ancora soldi? – e un po’ di frutta
scrutando nei miei occhi se anche me
divora il tempo, orgogliosa dei suoi capelli
“ancora tutti neri”.
Che dirle, come dirle
che tutto fuori come noi va in polvere
impercettibilmente, e che una perfezione
mai raggiunta vira al nero,
e il nero si fa grigio e bianco,
e poi sarà una trasparenza
e poi una parola, un’ombra contro un muro,
un’eco.
No, là fuori si sciolgono i ghiacciai,
non oso dirle, la terra si sfarina in polvere,
qualcuno muore ed altri fingono
di vivere, ma io devo scappare,
tu resta qui, al riparo.


