LIBRO D’ARTISTA, 2022
Dodici testi di Francesca Marica
Sedici disegni di Claudio Borghi




Antologia di testi
Uno spicchio, una falce di luna.
Un paesaggio che fa credere possibili i miracoli.
Suonano campane di vetro in una valle remota.
Danzano fanciulle con sembianze di cigno.
Gli applausi della sera e le mani abituate a lavorare la terra.
Non esiste trappola che possa tenere in ostaggio i cuori.
Ho sistemato le mani sul grembo, invocato la protezione delle muse.
Se faccio a meno della realtà, penso, è perché mi basta la parola…
**
Odore di ferro. Volti elefanteschi di bambini.
La dea Diana ha braccia tornite e bianche.
La sua bocca è un carillon di ortiche e uccelli.
Piove dentro il tempio di marmo.
Ti scrivo da dove sono; straniera anche a me stessa.
Un uomo allunga le mani verso le montagne.
Non conosco il suono della sua lingua.
Solo i fantasmi hanno piedi abbastanza veloci per raggiungere l’isola.
Può accadere, a chi non abbia il coraggio per fronteggiare la propria viltà,
di rifugiarsi nella pazzia. Non esiste un confine esatto per le terre emerse,
né per le menti virtuose. Il tempo dell’assenza è dove la vita muore a lungo.
E non una volta sola. Salutarsi mandando baci con le mani.
Forse l’ostilità nasce da una malinconia non curata.
La preghiera delle guance di fuoco e delle teste girevoli…
**
Cosa cantavano le sirene?
Promessa di conoscenza. Occasione di felicità.
Celeste ovunque. Visibilità limitata e incerta.
Lungo la linea del cielo si confonde la vista.
La fiamma illumina il corpo della regina.
Il poeta parla una lingua mutilata.
Una lingua di poco inferiore a tre metri di altezza.
Nodo inclinato a Oriente. Staffetta.
Faccia di bronzo, focaccia di miele.
Quattro canti, e altri sette dopo.
Il mistero dell’infanzia, le sue occasioni mancate….


Il libro nasce dalla collaborazione tra la poeta torinese e l’artista monzese e verrà presentato a Milano il 12 aprile pv presso lo Studio Masiero (via Villoresi 28) nell’ambito della personale di Borghi dal titolo “In lontananza”, a cura di Kevin Mcmanus. Come già avvenuto in altre occasioni e in altre collaborazioni, i disegni di Borghi hanno ispirato i testi di Marica che ha deciso di raccontare non una ma più favole. Tra le pagine del piccolo libro (che poi, piccolo, non è affatto) sarà possibile incontrare bambini con volti elefanteschi, carillon di ortiche e uccelli, balene, stelle che si agitano sulla coda e sulla lingua di cani e lune, montagne di lava, campi di fragole mature, dormienti acrobate del circo e persino la musica di Mozart che “rende docili gli occhi” - come ben sa Alessandro, il nipotino speciale, a cui Marica ha idealmente dedicato il lavoro. L’immaginario di Marica resta fedele anche in questa occasione alle sue ambientazioni mistiche e si fonde perfettamente con i disegni di Borghi, i cui tratti rappresentano già di per loro un viaggio rocambolesco in un mondo liquido e dell’ignoto.

