*La poesia è tratta da: Zbigniew Herbert, Rovigo, Il Ponte del Sale, Rovigo 2008.


Il cielo sopra Ferrara
1
Bianche
oblunghe come navi greche
recise da sotto
senza vele
senza remi
la prima volta che le vidi
in un dipinto del Ghirlandaio
credetti
fossero frutto di fantasia
capriccio d’artista
invece esistono
bianche
oblunghe
recise da sotto
il tramonto le colora
di sangue
di rame
di oro
e di verdazzurro
all’imbrunire
cosparse
di fine
sabbia
violetta
scivolano
molto lente
sono quasi immobili
2
non ho potuto scegliere
nulla in vita mia
secondo il mio volere
il mio sapere
i miei buoni propositi
non un mestiere
un rifugio nella storia
un sistema in grado di spiegare tutto
né molte altre cose
perciò ho scelto i luoghi
tanti luoghi di sosta
-tende
-locande lungo la strada
-ospizi per i senzatetto
-camere in affitto
-notti passate sub love
-celle di conventi
-pensioni in riva al mare
veicoli
come tappeti volanti
di fiabe orientali
mi trasportavano
di luogo in luogo
assonnato
incantato
straziato dalla bellezza del mondo
in realtà
era una spedizione massacrante
strade intricate
apparente mancanza di mèta
orizzonti fuggenti
adesso vedo chiaramente
le nuvole sopra Ferrara
bianche
oblunque
senza vele
quasi immobili
scivolano lente
ma sicure
verso ignoti
litorali
in esse
non negli astri
si decide
il destino


