*I testi di Antonin Artaud sono tratti da “Revue”, 84, n. 2, 1947 (numero dedicato esclusivamente ad Antonin Artaud).
Non si uccide da soli.
Nessuno è stato solo a nascere.
Nessuno è solo, neppure a morire.
Qualcun altro,
nell’attimo della morte estrema,
ci spoglia della nostra vita.
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E CHE COSA HA FATTO DEL MIO CORPO, DIO?
Fin dal buco nero della mia nascita, dio mi ha insudiciato da vivo
per tutta la mia esistenza
e questo
unicamente perché
io che sono io
ero dio
veramente dio
io un uomo
e non il sé-dicente spirito
proiezione delle nuvole
del corpo di un uomo diverso da me,
il quale
si chiamava
il Demiurgo
ora l’odiosa storia del Demiurgo
è nota
è quella del mio corpo che perseguiva (e non seguiva)
il mio
e per passare prima e nascere
si proiettò attraverso il mio corpo
e
nacque
dallo sventramento del mio corpo
di cui conservò un pezzo su di sé
per
farsi passare
per me stesso.
C’eravamo solo io e lui
lui
un corpo ripugnante
che gli spazi rifiutavano
io
un corpo che stava plasmandosi
di conseguenza non ancora giunto a compimento
ma che si evolveva
verso l’integrale purezza
come quello del sedicente Demiurgo,
il quale sapendosi inaccettabile
e volendo vivere a qualsiasi costo
non trovò niente di meglio
per essere
che nascere al prezzo del
mio assassinio.
Il mio corpo si è nonostante tutto rifatto
contro
e attraverso mille assalti del male e dell’odio
che ogni volta lo deterioravano
e mi lasciavano morto.
E a forza di morire
ho conquistato una reale immortalità.
E questa è la vera storia delle cose
come si è realmente svolta
e non
come vista nell’atmosfera leggendaria dei miti
che cancellano la realtà.
(Traduzione di M.E.)






