I testi sono tratti da: Paolo Pistoletti, Al di qua di noi, Arcipelago itaca. 2023.

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La scrittura di Pistoletti è un basso continuo di percezioni struggenti dove l’invenzione linguistica nasconde una voce di perenne congedo. Non sembra che il mondo qui appaia, piuttosto che scompaia non appena viene nominato. “E se tu non sei tu ma un altro io / allora faccio / le storie come i bambini”. Qui, “nella nostra casa piena di spazi vuoti”, il poeta abita sereno. Manca alla vita vivendo, e quasi non dice il suo rimpianto. “Più per i discorsi rimandati a dopo / i fatti dietro alle cabine / dietro a tutto / quel celeste / che anche noi saremmo / dovuti ritornare”. Pistoletti tesse la poesia come una trasparente rete di parole, dove si annida e sparisce: “un versante / neve all’estremo / dei corpi”. La luce di Ghirri sottende e incanta il discorso poetico di Pistoletti. Come scrive Fabio Franzin: «Noi che siamo, fragili ma unici, dentro la spirale spezzettata delle parole. Noi che siamo al di qua di chi ci ha lasciati, al di qua di chi non abbiamo mai abbandonato».
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Chi da per sempre
torna chi parte
sono
Io che poi la strada
prende il mio posto.
Tu che poi io
via alberata
sostituisci me.
Che mi fu affidato
da nessuna pietà celeste.
Che chi ho qui ha di nuovo
male alle foglie, alle case
alle mura.
Che da fuori del temporale
ho già l’aria
di chi non c’è.
Dall’incessante giungo.
A lui ritorno.
Fine pena mai.
Si carica un altro mondo
da qualche altra parte
che non so. Così un altro io
che sarà stato
si sottrae dal mio nome.
Mi manchi all’appello mia dispersione
tra gli innumerevoli.
È l’ora
di non esserti più.
È l’ombra di andarsene.
Del mio tempo
verso dentro
una terra liquida
prima di nascere. Postumi dal cielo
amniotico
tra le acque rotte
mi ritrovo ogni volta
nato come dopo una sbronza
di dèi. Ancora un io vuoto
a perdere
un corpo
da ogni mio corpo come un estratto
da ognuno di me.
Mi succedo
dal mio sé.
Dal non ricordo oramai
di quante vite..

Luigi Ghirri
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Paolo Pistoletti pubblica in poesia Legni (Ladolfi editore, 2014) e il libro d’arte Borgo San Giovanni (Fiori di torchio, Seregn de la memoria, 2018). Suoi contributi sulla poesia e sulla parola sono stati pubblicati da Fara editore e dalle edizioni CFR. È stato condirettore della collana di scrittura, musica e immagine La pupilla di Baudelaire, della casa editrice Le loup de steppes.

