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Una significativa epigrafe, tratta da un frammento di lettera del 1961 di Vittorio Sereni, introduce Tamen (Moretti & Vitali editore, 2023) di Giancarlo Sissa: «Non ho una cosa da affermare in assoluto, una mia “verità” da trasmettere. Ho dei conti da saldare con l’esperienza». In questo libro antologico Sissa salda i suoi con una scelta consistente delle prose, tratte da diversi libri nel tempo, da Noi a Il bambino perfetto, da Persona minore ad Archivio del padre, per chiudersi con Senza titolo alcuno. Si tratta del diario plurale di un’esperienza. Ma quale esperienza? Quella che, dentro una prosa reale e surreale sempre più ellittica, non rinuncia all’emozione ma la scortica con grazia sottile, fino a sfiorare il silenzio. La prosa, a volte, è ferita più intensa della poesia in versi, le sue maschere più trasparenti. Scrive Sissa: «La scrittura qui è sempre un laboratorio germinale, una gemmazione continua di accenti e di voci (…), il coraggio di forzare le cose in controtendenza, di rompere il giocattolino ben confezionato della glossa accademica o della lirica di maniera, il modo per verificare in se stessi la concretezza del gesto che salva, che apre il respiro a tutte le ipotesi dell’anima e della storia». Giancarlo opera, con la prosa, un ritorno magico al suo teatro dell’anima: illimpidisce la tragedia con parole sempre più leggere e sospese. Tamen (etimologicamente “tuttavia”) è l’autoritratto segreto di un poeta insoddisfatto dai ritmi della poesia e alla ricerca costante di un proprio suono, intimo e civile insieme, che la prosa, almeno in parte,. gli concede. Un libro plurale come Tamen ci fa immaginare futuri e liberi appunti sull’io-mondo dii uno scrittore mai appagato dalla sua naturale musicalità e che, tuttavia, ci svela i suoi doni, creando «quel particolare bildungsroman che, oltre al retaggio surrealista, recupera un dettato più immediato e fruibile, dal sapore non di rado aforistico, con intenti oracolari non disgiunti da una forte compromissione con l’oralità» (Pasquiale Di Palmo). Sissa, nelle sue ultime prove, usa volutamente una punteggiatura lacunosa e interrotta, che appare come una tecnica pittorica puntillista tesa a evidenziare immagini, ricordi, pensieri, con pudore e pietas.
Antologia
(Da “Persona minore”)
Padre
Padre senza memoria, dietro il sentiero rompe la diga, il suo orrore verticale, il buio d’acqua senza cielo, ma più alto è il camminamento della distanza e assopite le sentinelle Una festa muta senza suoni accoglie il ritorno nel ricordo d’un sogno. Padre d’alte illusioni segnate in un quaderno, gli esercizi di grammatica sono la nostra voce.
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(da “Persona minore”)
Ancora esilio
A Giancarlo Sissa
Abito il mio cadavere. L’immagine che affonda nello specchio come una mela nell’acqua. La neve nel parco è figlia della cometa, vela nera del tempo. Rabbrividiscono le finestre del mattino, la luce accesa nella cucina del sonno, e vengono come in sogno, come la briciola che cade e feconda, in silenzio vengono, con lentissima evidenza, i passi del disastro, le cerimonie della confusione.
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(da “Archivio del padre”)
Perché sognare argina. La periferia dei volti nella quale mi preparo. A sparare. A sparire. Come un soffio. Di polvere. Sul mobile in salotto.
Nell’aria qui attorno nuotavano balene. E ora ci si annoia l’argine arginando. Non so. Nemmeno quanto. Tempo. Ho per guarire. E tutta questa gente. Che ride. Che ride.
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(da “Senza titolo alcuno”)
Venerdì 6 marzo 2020
Il mondo quando ha paura diventa il posto delizioso dove studiare l’arte di fermarsi.
Venerdì 20 marzo 2020
È nei dettagli che si nasconde la pietà. La rivoluzione dei pianeti. Ogni anziano è l’unica copia d’un libro impossibile da riscrivere. Impariamo a leggere prima di fare i fenomeni. Grazie.
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Giancarlo Sissa nasce a Mantova nel 1961 e vive a Bologna. Pubblica: Laureola (1997), Prima della tac e altre poesie (1998), Il mestiere dell’educatore (2002), Manuale d’insonnia (2004), Il bambino perfetto (2008), Autoritratto (poesie 1990-2015), Persona minore (2013), Archivio del padre (2020). Nel 2018 pubblica la plaquette Il lupo e nel 2022 la plaquette Frontiera.

Giancarlo Sissa
