OMOSESSUALITA’ E ALCHIMIA. Alfonso Guida

**

Mario Mieli. Sradicare i fondamenti. Ribaltare lo status quo.

Restituire ordine alla natura dell’uomo. La verità, stupenda e scandalosa, nel travestimento si manifesta, si estrinseca, si rivela. Ciò che uno è vuole essere, rappresentare. Il travestito è l’incarnazione del desiderio di armonia, di unità, di equilibrio tra le parti. Una femmina che si traveste da maschio non suscita stupore né scandalo, ma un maschio che si traveste da femmina stupisce, scandalizza, suscitando riflessione umoristica, disprezzo, derisione, istinto e sentimento di gogna.

La verità è questa. La verità sulla terra viene per farsi crocefissa. Il travestito è Cristo: bagliore, segno, indizio, prova dell’esistenza sotterranea di una verità che vuole emergere, palesarsi, costituirsi come vita, realtà. La verità non può che farsi oggetto di alienazione ontologica da parte della storia. La storia è il muro della verità. I muri si perforano nei secoli, nei millenni. Oppure: mai. L’uomo giudica, condanna, incarcera la verità perché la verità pesa ed è potente. Scatena terrore, paura. Il grande errore dell’uomo dimora nel suo istinto di difesa. L’uomo si difende prima ancora di conoscere. Manda a morte senza sapere. Tra l altro, si rifiuta di sapere. Ha paura. Per questo resterà una larva. L uomo non è mai nato. Finché non accetterà che la verità cammini, per strada, sfilando, nuda, abnorme, con naturalezza, resterà feto. La paura è tale che l’uomo è ricorso a guerre, muri di protezione e di difesa, inventando il carcere. Ma c’è un carcere più muto e invisibile che precede il carcere fisico ed è il coercitivo stato di imperfezione in cui la visione dello specchio lo relega e costringe grottescamente a rimanere. La paura è una smorfia deformante, carnevalesca sul viso dell’umanità. Non c’è cultura che ad oggi sia riuscita a sradicare i fondamenti dell’inganno, della menzogna. Non è casuale l esattezza del significato etimologico della parola “omofobia”, sentimento (opposizione-resistenza) presente, in quanto fondamento, realtà senza tempo, notte arcaica mai finita, in ogni assetto psichico umano, in ogni singolo individuo. Forse che l uomo nasce terrorizzato, impastoiato. Mario Mieli sperava nell‘Opera al Rosso dell’uomo. Propugnava la Rubedo, andava nelle fabbriche, per strada, gridando, non come il folle di Nietzsche nei mercati “Dio è morto”, no, Mieli gridava: “Svegliatevi. Sono passati 500 anni. State soffocando nelle vostre ceneri, ma la Fenice è pronta, voi ne impedite la nascita, l’alba”. Questo, in altri termini, significava: “Uomini, siate Cristo, due nell’uno, unitevi dentro voi stessi, la felicità sarà accogliere l estraneo, il nemico, ciò che chiamate nemico, cucirvelo addosso, parte del vostro corpo, pelle di maschio e femmina, due nell’uno, siate il fiore compiuto, l’androgino, l’intero”. Chiunque si avvicini alla verità, scoprendola, denudandola, resta solo. Brucia, falena, perché la verità è il sole, la luce, il grido solitario, strozzato dalla disperazione cristiana di aver toccato la riva dell’acqua bianca delle origini, del tempo precedente la cacciata, la caduta, il peccato. Mario Mieli, tornando indietro, giunse alle porte del crollo dell’uomo nel tempo. Giunse alla solitudine inevitabile dell’anima pura. Ma era solo, appunto, e non poté durare. La morale del gregge lo condannò al suicidio. Non fu diverso dal suicidato della società, l’”altro suicidato”, Van Gogh nell’urlo roco e cristallino di Artaud.

**

Mario Mieli nasce a Milano nel 1952. Nel 1969 fondò un circolo di poesia che diventa anche un luogo di incontro per omosessuali. Pienamente coinvolto nella contestazione del ‘68, evocherà questo periodo nel suo romanzo autobiografico Il risveglio dei faraoni. Nel 1971 si trasferisce a Londra. Qui frequenta il Gay Liberation Front venendo a contatto con l’attivismo omosessuale. Tornato in Italia nel 1971, a soli 19 anni, è insieme ad Angelo Pezzana tra i soci fondatori del celebre Fuori! a Torino, prima associazione italiana del movimento di liberazione omosessuale italiano. Si laurea in filosofia morale con una tesi poi pubblicata da Einaudi nel 1977 col titolo di Elementi di critica omosessuale. Mario Mieli è uno dei primi a contestare apertamente le categorie di genere vestendosi quasi sempre con abiti femminili. Nel frattempo si dedica al teatro, destando scandalo con opere come lo spettacolo La Traviata Norma. Ovvero: Vaffanculo… ebbene sì! (1976). Nel 1974, durante un viaggio a Londra, Mieli, vicino già all’antipsichiatria, inizia ad interessarsi di psicoanalisi; in dicembre è arrestato, seminudo, in preda a una crisi psichica, nell’aereoporto di Heathrow. Incarcerato, e poi ricoverato nella sezione psichiatrica del Marlborough Day hospital, viene ricondotto a Milano, dopo la condanna a pagare una multa, e ricoverato in una clinica psichiatrica per un mese. L’anno seguente viaggia verso Amsterdam, è di nuovo a Londra e si laurea con lode in  filosofia. Al V congresso del Fuori!, che sancìsce la sua rottura col movimento e con Angelo Pezzana, Mieli prende la parola, si dichiara transessuale e parla della sua esperienza di malattia mentale e di omosessualità. Dopo questo periodo si dedica alla stesura degli Elementi di critica omosessuale. Negli ultimi anni di vita si dedicò all’esoterismo e all’alchimia, isolato dal resto del movimento, e lavora al romanzo Il risveglio dei faraoni, pubblicato postumo nel 1994. Muore suicida nel 1983 a 30 anni; ritrovato con la testa nel forno della sua abitazione milanese, intossicato dal gas. Tra i possibili motivi del gesto estremo l’ostruzionismo che il padre, influente industriale milanese, aveva attuato per impedire la pubblicazione della sua opera, ritenendola troppo autobiografica e lesiva dell’onore familiare.

**

Mario Mieli

Lascia un commento