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Un labirinto
poi vaghe forme poi colorite colonne poi
l’unghia d’argento poi la scritta attenzione
poi le orme ciroolari le orme delle forme e
un passo di bronzo poi nulla un nulla
continuato poi il nostro piede uguale
il nostro piede poi un alcool di pensiero o
fumo poi l’ombra poi lo sguardo poi l’ombra poi lo squarcio poi
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Ipotesi dentro un crepuscolo
Il poeta s’apparta, non diserta (G.P. .Lucini)
E se fosse vera tutta la vita? Se
queste immagini astratte, negative, fossero un gioco
e davvero colasse negli interstizi dell’età
un tempo più oleoso, una morchia di mali
e di ricordi, la pasta fluida degli errori
in cui si perse la pietà? Ah, se tutto
rispondesse a tutto, in modo terribile,
se tutto fosse come la paura di quei cipressi nel cielo violento,.
nel cielo di sangue, e la morte non somigliasse a nulla di possibile,
io vedrei la presenza aspra del mondo, io finalmente aprirei la mia porta!
(1980)
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I testi sono tratti da: Ruggero Jacobbi, Quaderno brasiliano, Fermenti editore, Roma 2010.
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Ruggero Jacobbi (1920-1981), studioso della poesia futurista, sceneggiatore, regista e cronista teatrale, storico della letteratura del Novecento e del teatro brasiliano, ha scritto i seguenti libri di poesia: Poemi senza data (Porto Alegre, Hiperion 1955) Angra (Gela, Il messaggio 1973) Despedidas (Pisa, Valenti 1976) Le immagini del mondo. Poesie 1966-1976, con un ritratto di Murilo Mendes (Cittadella, Rebellato 1978). E dove e quando e come (Fossalta di Piave, Rebellato 1980) Privato minimo (Roma, Quaderni di Piazza Navona, 1980) Di che parlo (Monterotondo, Grafica Campioli, 1991) Arnoldo in Lusitania e altri libri inediti di poesia (Roma, Bulzoni 2006) Quaderno brasiliano. Poesie 1946-1960 (Roma, Fermenti 2010) Con Jacobbiana (Bulzoni, 2012), a vent’anni dalla scomparsa, Anna Dolfi compone un libro critico indispensabile, che ripercorre le diverse anime del poliedrico ed eclettico artista veneziano

