Sengai, il pittore, non usava sempre il suo nome. Allegro e imprevedibile, un giorno firmava yakudò, che significa «cento capanne», e regalava a qualche povero monaco un rotolo di carta con al centro delle case minuscole e lontanissime. «Chissà – sorrideva – potrebbero essere cento». Oppure si firmava Kyohaku – in cinese «vuoto bianco» – e restituiva il rotolo al committente con una semplice ala disegnata nella carta, appena visibile. Un’altra volta si firmò Muhosai, che significa «studio senza regole», e sul foglio tracciò uno scarabocchio così impetuoso e caotico che il monaco a cui ne fece dono ne restò sbalordito. Alieno da ogni metafisica come il monaco zen Sengai. Castiglia genera dal nero le sue forme: ma questo nero, composto da segmenti astratti, se da un lato ci fa dimenticare le leggi della prospettiva tradizionale dall’altro non sopprime neppure per un attimo il ricordo della figura umana e animale, come se in qualche mondo parallelo gli abitanti di sconosciute necropoli o di fantasmatiche civiltà non fossero dissimili da quei neri.
C’è un’arte che non domina uomini o paesaggi ma li reinventa, con un gesto fulmineo, come presenze aliene Raccoglimento e meditazione, prima dell’esecuzione, come per il pittore zen: al momento dell’esecuzione, esserci: poi, dopo l’esecuzione, sparire. La figura dell’artista, come meteora o lampo, brilla per il tempo esatto che serve all’opera per nascere: dopo, si ritira nel buio. Castiglia infrange la fissità dell’apparato scenico, la piccola poetica della «finestra sul cortile», tipica del pittore, espressionista o surrealista che sia, sempre scenografo delle sue opere. Castiglia non ha paura di essere fluido; lascia che la sua opera, come un campo magnetico e uno spazio amoroso, parli più a se stessa che all’autore, senza gli inutili ormeggi di parate cromatiche e di acrobazie formali, ma sempre scintillante del suo rosso vulcanico, del suo blu da visione, del suo nero “bitume di Giudea”. Nel chiostro dell’abbazia di Marienberg sono scolpite due figure: una sembra annunciare e l’altra ascoltare, mentre uno spettrale uccello azzurro si mette in mezzo e accenna una danza titubante sullo sfondo verde e stinto della volta. In un affresco della cripta è miracolosamente sopravvissuta una macchia blu dove si protendono angeli dalle ali ormai scomparse. Nell’affresco carolingio della cappella di S. Maria di Munster S. Giovanni Battista entra dentro una camera azzurra. Balza dalla finestra aperta, il corpo slanciato nel salto, le mani giunte in segno di supplica, la testa già decapitata e rovesciata nel bacile del soldato che, davanti a lui nella stessa stanza, un sorriso ambiguo sulla bocca, guarda quella testa recisa come se vi si specchiasse. La testa è rivolta assurdamente verso di lui. Forse è da sguardi surreali, arcaici e perentori simili a questo, che si formò, nel tempo, l’occhio del pittore.
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Giovanni Castiglia, 1955-2019.
Mostre personali
1980 Centro Italiano Utrecht – Olanda
1981 Galleria “Il Condor” – Palermo
1982 Galleria “La Persiana” – Palermo
1984 Galleria “La Clessidra” – Milano
1985 Libreria “Il Sileno” – Genova
1986 B.N.L. Arti Visive – Genova 1986 Libreria “Insonnia” – Alessandria
1987 Studio “Gennai” – Pisa
1988 Katia Lacoste Gallery – San Josè (California)
1988 Centro Culturale “Le Arie del Tempo” – Genova
1988 “Il Labirinto” – Palermo
1989 Museo Italo – Americano – San Francisco (California)
1990 Katia Lacoste Gallery – San Josè (California)
1991 Walter Bischoff Galerie – Stoccarda – (Germania)
1991 Galleria “Ezio Pagano” – Bagheria (Palermo)
1992 Galleria “Gianfranco Licandro” – Vienna (Austria)
1993 Panache Gallery – Dhahran – Arabia Saudita
1994 Galleria “Ezio Pagano” – Bagheria (Palermo)
1994 Centro Culturale “Satura” – Genova
1996 Galleria “Gianfranco Licandro” – Vienna (Austria)
1998 “Godranopoli Arte Contemporanea” – Misilmeri (Palermo)
1998 “Museum” – Bagheria (Palermo)
2000 “Bottega delle Arti” – Bagheria (Palermo)
2002 “Bottega delle Arti” – Bagheria (Palermo)
2003 “Ciani Artecontemporanea”- Genova
2006 “Chimù Handesign” – Casteldaccia (Palermo)
2008 Galleria “See 301” – Zurigo
2010 “Tutto il tempo è un canto solo” – Palazzo dei Normanni, Palermo
2019 “Legami” – Mostra dedicata a Giovanni Castiglia. Comune di Casteldaccia (PA)
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