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Nel dicembre del 1945, Artaud scrive a Henri Parisot:
«Mio caro amico, c’è uno spirito che, non appena avrete ben compreso tutta la situazione, si è impossessato di voi e che, quando vedrete il meraviglioso davanti a voi, scenderà dalla vostra testa ai vostri piedi e dirà: non ci crederò, non l’ho visto. Merda».
Una volta di più, Artaud ha l’ultima parola, la parola della fine. Perché l’antagonismo della follia non è forse proprio questo?
Lui o noi.
L’Altro o la Merda?
(traduzione di M.E.)
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Il testo è tratto da “La strana densità del testo folle”, in: Monique Plaza, Ecriture et folie, Perspectives critiques, Paris 1986.

