UN FINALE CLAMOROSO. Alfonso Guida

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Spesso di notte mi prende il pensiero
di sparire, andarmene o massacrarmi,
così da regalare ai poliziotti
la scena di un crimine fitto di ombre,
senza indizi, urticante, indistinguibile.

Suicidio? Omicidio? Fatto di sangue.

Spesso di notte mi prende il pensiero
di varcare, integralmente, una pagina
di cronaca, la cronaca del giorno:
colpi di scena, indagini serrate,
tesi ritrattate, testimonianze…

la cronaca di un caso interminabile,
coi suoi depistaggi, i suoi scoop, lo strascico
dei suoi silenzi, dei suoi sottintesi,
le interferenze destabilizzanti
delle sue prove, schiaccianti, irrisorie,
confuse, contraddittorie, l’ordito,
tessuto da rivelazioni anonime,
delle sue svolte, le sue mitomanie.

Spesso di notte mi prende il pensiero
di un finale clamoroso, di uscirmene
di scena, in modo vistoso, violento,
vomitando veleno addosso al pubblico
venuto per assistere alla prima
nazionale- gratis, ingresso libero-
della mia catastrofe personale,
mondiale e muta, del mio genocidio
compiuto tra le mura scalcinate,
stupefatte di una casa di pietra,
dove tutto avviene dietro una porta
chiusa, in silenzio, neppure il rumore
di qualcosa che cade, un giorno freddo,
come un caso destinato a non essere
risolto. Suicidio? Omicidio? Fatto
di sangue. Un giallo scoppiato all’interno
di un sicuro ambiente domestico. Ecco,
diranno questo. Ma io ve lo assicuro…
sarà un monologo grandioso, atto unico.

5 novembre 2023

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Paul Klee

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