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Dopo un incendio di parole
Bisogna che le stelle
Invitino a il poeta a riposarsi.
Nella cenere del sonno
Le palpebre si socchiudono,
Il sogno prende ali di rosa,
Diviene fiore e sigillo
Del giorno venuto e venete.
Nella venere del cielo
Gli occhi riconoscono
La propria struttura acquea.
E si chiudono nel bianco
Di nuove ipotesi
(I guanti rosa di Baudelaire
sono un’altra meraviglia del mondo).
*Da I misteri di Seymour, supplemento al numero 9-10 di “Altri termini”, postfazione di Raffaele Perrotta e Elio Grasso, 1989.
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«…Amendolara insegue con foga, senza interruzioni, una sua idea di estetica fondata sull’eccesso, in cui l’arte riconosce la propria forza soltanto negli “occhi delle veneri” e nei “guanti di Baudelaire”, appariscente ostensione dello scandalo, sublimazioni di un ideale lirico. Se un giorno egli ingoierà se stesso, per troppa passione. sarà arduo raggiungerlo oltre un probabile muro, già oltre il tempo della fine…»
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Marco Amendolara (1968-2008). Nel 2016 è stato pubblicato l’opus completo della sua poesia, La passione prima del gelo, a cura di Alessandro Ghignoli (La Vita Felice, 2016), che raccoglie tutti i libri editi in tiratura limitata: La musa meccanica, Taverne e fantasmi, Stelle e devianze, La tentazione poliedrica, Catulliane e altre versioni, Misteri di Seymour, La bevanda di Mitridate, L’alfiere amoroso, Vascelli, tatuaggi, selve e saette. Ha tradotto (e ri-creato) poesie della tradizione latina, fra cui Catullo e Marziale.
