
Fotografia di Lino Cannizzaro

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Allora abbandonarsi
alla visione delle cose.
Si fanno percepire,
vengono a voi
nell’agguato intrigante:
angeli di latta
orologi fermi
sgrammaticate lettere.
Toscana e le sue torri
mani di ebanisti con pollici mancanti
delizie labiali.
Qui tutto è come in un bel crimine.
Gli uccelli non cantano, gridano
alla polvere di cipresso.
Culle per la memoria,
i figli perduti.
Si può morire di tanta bellezza.
Ma resta la pietra.
(San Gimignano, gennaio 2024)
*
Prendo un caffè tra le torri,
lascio che Boccaccio
‒ a neanche due passi ‒
stia lì a scialacquare sorrisi in piazza.
Un piccione gli si posa sul capo.
Irriverenza contro irriverenza.
Fusione di lussuria,
scambi di sguardi sulla funicolare.
Lasciamo salendo
frecce rosse sul muro.
(Certaldo, gennaio 2024)
*
È come ammanettare il destino.
Il futuro mostra
la punta della lingua
secondo come appoggia il piede.
Basta che giri la pagina di un libro
verrai condotto altrove
per chissà quanto.
Il mondo ti sposta
di un semitono
ma colpo su colpo
con gioia e spasimi
d’ossa maldestre
come le sorprese regalate
ai navigatori cocciuti.
Ti ho mai detto
che l’incertezza ti dona molto?
*
Dal mio quartiere vedo tutto
pur avendo vissuto senza vedere.
Da tempo, vedo anche le cose
che non dovrei vedere.
Sorridi?
Dal mio quartiere sento tutto.
Pur avendo vissuto da sorda
posso arrivare fino a te
attraverso misteriosi fuochi d’artificio
che gente sconosciuta accende
anche quando non ci sono santi da festeggiare.
Hai paura?
Dal mio quartiere indovino tutto
anche i tetti da rifare
la mancanza di latrine
i punti di domanda.
E anche i chiodi sotto il mare,
la chiara immagine della tua cuccia
d’infame tabacco
e la poltrona vibrante con le gambe rialzate
grande quanto un pozzo.
È lì che affondi le parole
dell’opera omnia in costruzione,
è lì che nuotano taccuini
a forma di barchette
riempiti col vizio delle citazioni.
*
Bisognerebbe sempre
cominciare dall’aria che ci circonda.
Della terra sotto i piedi
sappiamo fin troppo.
Cerchiamo il luogo ultimo
dove trovare la Casa ammantata di blu
che veritiera ci costruisce
ci abita a dismisura,
fatta non di pietre
non di piume
ma di granito oltreumano.
*
Piangi
strilli
scivoli di stile
e quindi manipoli.
Sei l’Alex di Arancia meccanica
Il Jack Torrance di Shining
Il Norman Bates di Psycho.
Non hai tempi morti
ma mille espedienti da sapiente carnefice.
E posi pupilla a tuo dire innocente
sull’ennesimo ciclone
alla svelta,
alla svolta.
*
Vi furono mille scenari,
nelle sere d’infanzia
colline in fumo
ospiti inaffidabili nella camera accanto,
risate e ruggine.
Degli alberi,
troppi nomi
cambiavano lingua.
Un corpo di donna
sotto il tavolo.
Accordai i fiori all’incarnato
ma perfezione di silenzio
come accettarla?
Il tempo senza le crepe
non era più il tempo.
Le crepe scolorivano
fu lento il capire.
(5/2/2024)
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Viviane Ciampi, nata in Francia (Lione) e residente a Genova dagli anni ’70. Figlia di due artisti, un padre cantante e una madre ballerina. A Lione ha frequentato assiduamente la Dante Alighieri. Ha fondato a Genova due scuole di danza pur occupandosi di poesie. Ha curato antologie e traduzioni, dall’italiano al francese e dal francese all’italiano. È redattrice nella rivista “Fili d’aquilone” e collabora principalmente con la rivista francese di poesia contemporanea TESTE. Partecipa regolarmente a festival in Italia e all’estero (Tunisia, Québec, Palestina, Spagna, Francia… ).
La sua produzione poetica include numerose raccolte in versione bilingue. Ama circondarsi di artisti, creatori di immagini, fotografi e musicisti. Nella sua scrittura (dove si evincono due linee, una più performativa, l’altra più “classica”), cerca lo smarrimento imprevisto come mezzo per esplorare l’ignoto che ci minaccia. I suoi editori sono principalmente Le Mani, Fili d’Aquilone, Plaine Page e Al Manar.
Citeremo solo le pubblicazioni recentissime:
Stati Uniti: “Journal of Italian Translation” New York, selected poems.
Romania: la plaquette Dincolo De Linia Somnului/ – Oltre la linea del sonno (Cosmopoli)
Canada: Morning Trains/I treni del mattino, selected poems” (Ekstasis, Toronto), tradotto dal poeta italo-canadese Antonio d’Alfonso.
Francia: Nouvelles de la planète rouge/Notizie del pianeta rosso (De Surtis) che sarà presentato l’anno prossimo in Bretagna (a Quimperlé e a Moëlan-sur-mer, al festival internazionale Sémaphore in versione teatrale.
Le couteau de Madame, racconto poetico (Plaine page).
Dal 2015, Viviane Ciampi è animatrice e traduttrice per il festival internazionale Voix Vives de Méditerranée en Méditerranée a Genova e a Sète, dopo essere stata invitata come poeta nel 2014. Collabora con il Festival internazionale di Ostuni e Parole Spalancate (Genova).
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Viviane Ciampi
