INEDITI TOSCANI. Viviane Ciampi

Fotografia di Lino Cannizzaro

Ennio Morlotti, Paesaggio (1964)

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Allora abbandonarsi

alla visione delle cose.

Si fanno percepire,

vengono a voi

nell’agguato intrigante:

angeli di latta

orologi fermi

sgrammaticate lettere.

Toscana e le sue torri

mani di ebanisti con pollici mancanti

delizie labiali.

Qui tutto è come in un bel crimine.

Gli uccelli non cantano, gridano

alla polvere di cipresso.

Culle per la memoria,

i figli perduti.

Si può morire di tanta bellezza.

Ma resta la pietra.

(San Gimignano, gennaio 2024)

*

Prendo un caffè tra le torri,

lascio che Boccaccio

‒ a neanche due passi ‒

stia lì a scialacquare sorrisi in piazza.

Un piccione gli si posa sul capo.

Irriverenza contro irriverenza.

Fusione di lussuria,

scambi di sguardi sulla funicolare.

Lasciamo salendo

frecce rosse sul muro.

(Certaldo, gennaio 2024)

*

È come ammanettare il destino.

Il futuro mostra

la punta della lingua

secondo come appoggia il piede.

Basta che giri la pagina di un libro

verrai condotto altrove

per chissà quanto.

Il mondo ti sposta

di un semitono

ma colpo su colpo

con gioia e spasimi

d’ossa maldestre

come le sorprese regalate

ai navigatori cocciuti.

Ti ho mai detto

che l’incertezza ti dona molto?

*

Dal mio quartiere vedo tutto

pur avendo vissuto senza vedere.

Da tempo, vedo anche le cose

che non dovrei vedere.

Sorridi?

Dal mio quartiere sento tutto.

Pur avendo vissuto da sorda

posso arrivare fino a te

attraverso misteriosi fuochi d’artificio

che gente sconosciuta accende

anche quando non ci sono santi da festeggiare.

Hai paura?

Dal mio quartiere indovino tutto

anche i tetti da rifare

la mancanza di latrine

i punti di domanda.

E anche i chiodi sotto il mare,

la chiara immagine della tua cuccia

d’infame tabacco

e la poltrona vibrante con le gambe rialzate

grande quanto un pozzo.

È lì che affondi le parole

dell’opera omnia in costruzione,

è lì che nuotano taccuini

a forma di barchette

riempiti col vizio delle citazioni.

*

Bisognerebbe sempre

cominciare dall’aria che ci circonda.

Della terra sotto i piedi

sappiamo fin troppo.

Cerchiamo il luogo ultimo

dove trovare la Casa ammantata di blu

che veritiera ci costruisce

ci abita a dismisura,

fatta non di pietre

non di piume

ma di granito oltreumano.

*

Piangi

strilli

scivoli di stile

e quindi manipoli.

Sei l’Alex di Arancia meccanica

Il Jack Torrance di Shining

Il Norman Bates di Psycho.

Non hai tempi morti

ma mille espedienti da sapiente carnefice.

E posi pupilla a tuo dire innocente

sull’ennesimo ciclone

alla svelta,

alla svolta.

*

Vi furono mille scenari,

nelle sere d’infanzia

colline in fumo

ospiti inaffidabili nella camera accanto,

risate e ruggine.

Degli alberi,

troppi nomi

cambiavano lingua.

Un corpo di donna

sotto il tavolo.

Accordai i fiori all’incarnato

ma perfezione di silenzio

come accettarla?

Il tempo senza le crepe

non era più il tempo.

Le crepe scolorivano

fu lento il capire.

(5/2/2024)

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Viviane Ciampi, nata in Francia (Lione) e residente a Genova dagli anni ’70. Figlia di due artisti, un padre cantante e una madre ballerina. A Lione ha frequentato assiduamente la Dante Alighieri. Ha fondato a Genova due scuole di danza pur occupandosi di poesie. Ha curato antologie e traduzioni, dall’italiano al francese e dal francese all’italiano. È redattrice nella rivista “Fili d’aquilone” e collabora principalmente con la rivista francese di poesia contemporanea TESTE. Partecipa regolarmente a festival in Italia e all’estero (Tunisia, Québec, Palestina, Spagna, Francia… ).

La sua produzione poetica include numerose raccolte in versione bilingue. Ama circondarsi di artisti, creatori di immagini, fotografi e musicisti. Nella sua scrittura (dove si evincono due linee, una più performativa, l’altra più “classica”), cerca lo smarrimento imprevisto come mezzo per esplorare l’ignoto che ci minaccia. I suoi editori sono principalmente Le Mani, Fili d’Aquilone, Plaine Page e Al Manar.

Citeremo solo le pubblicazioni recentissime:

Stati Uniti: “Journal of Italian Translation” New York, selected poems.

Romania: la plaquette Dincolo De Linia Somnului/ – Oltre la linea del sonno (Cosmopoli)

Canada: Morning Trains/I treni del mattino, selected poems” (Ekstasis, Toronto), tradotto dal poeta italo-canadese Antonio d’Alfonso.

Francia: Nouvelles de la planète rouge/Notizie del pianeta rosso (De Surtis) che sarà presentato l’anno prossimo in Bretagna (a Quimperlé e a Moëlan-sur-mer, al festival internazionale Sémaphore in versione teatrale.

Le couteau de Madame, racconto poetico (Plaine page).

Dal 2015, Viviane Ciampi è animatrice e traduttrice per il festival internazionale Voix Vives de Méditerranée en Méditerranée a Genova e a Sète, dopo essere stata invitata come poeta nel 2014. Collabora con il Festival internazionale di Ostuni e Parole Spalancate (Genova).

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Viviane Ciampi

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