CERCARE IL PROPRIO CENTRO. Maria Allo

Marco Ercolani, L’ALTRO DENTRO DI NOI, Piccola Biblioteca Anterem, 2024

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“Dall’abisso del silenzio dalle possibilità minacciose, come da un passato eterno, dimenticato, si leva una voce nuova” Henri Corbin

La mancata sintonia tra l’uomo moderno e il suo ambiente di vita e la conseguente difficile integrazione tra il singolo individuo e gli altri, hanno tra i motivi d’origine quella crisi dell’io che appare uno dei temi più ricorrenti della letteratura novecentesca. I presupposti di questa situazione sono, insieme di natura storica e culturale, ma certo un significativo ruolo gioca l’influsso della psicoanalisi: la scoperta dell’inconscio cancella l’idea di un’unità della coscienza, l’uomo si scopre diviso e impossibilitato a conoscersi. Cercare il proprio centro, scrutarsi nello specchio come un testimone che guarda da lontano l’altro da sé, sperando di far risuonare quella corda viva e autentica che vede e garantisce che la vita abbia un senso, ritengo sia il filo conduttore che percorre l’intero volume L’altro dentro di noi di Marco Ercolani. Valèry parla con un Io-Sé che conosce il suo limite, ma è in grado di immaginare l’oltre più ampio e profondo dell’Io e spera dunque una possibile sintesi creativa e, come dice Sándor Marai, prima di conoscere il proprio vero volto occorre inevitabilmente e a lungo specchiarsi nel mondo di dentro. “Dobbiamo arrivare alla cima, restare lì, osservare il nostro orizzonte illimitato per un certo periodo, eccitati, furiosi, felici, spiritosi, ma non oltrepassarlo. Diventeremmo burattini, posseduti, malati, ridicoli. Ci vergogneremmo di noi” (p.72). La molteplicità di esperienze della crisi di identità dell’io caratterizza e percorre trasversalmente il panorama artistico, sia in campo figurativo che letterario, della maggior parte degli artisti e scrittori europei del nostro secolo, quali Sartre, Adamov, Ionesco, Beckett, Genet e tanti altri per i quali il palcoscenico è il riflesso di un mondo interiore scisso, disperato. Si tratta non di una malattia della coscienza, ma di una condizione che identifica l’uomo contemporaneo come alienato da sé e dal mondo, avendo egli perduto ogni punto di riferimento esistenziale. Sentiamo tutti di vivere in un tempo in cui bisogna riportare le parole alla solida e nuda nettezza di quando l’uomo le creava per servirsene, sembra dirci Marco Ercolani, così alle parole scritte affida il compito di ricompaginare la” solitudine” in una comunione perché ognuno di noi vede l’altro dentro. È chiaro dunque quanto la ricerca di un linguaggio, di uno stile sia funzionale al valore morale della comunicazione letteraria: lo si vede nella testimonianza data dagli appunti di questo libro in cui l’autore adotta l’intervista letteraria o meglio l’autointervista, un genere affascinante e complesso, che si situa al confine tra letteratura e giornalismo. In questo caso, si tratta di autointervista priva di domande all’autore, libero di articolare le sue risposte o frammenti che riempiono di suggestioni simboliche, al contempo evocatrici, il colloquio-viaggio interiore teso a decifrare il rapporto tra il mestiere di vivere e il mestiere di scrivere: due livelli che si intrecciano e non si possono, più di tanto distinguere, ma che permettono all’autore di esprimersi in modo personale e coinvolgente. La letteratura è un viaggio in cui l’autore e il lettore si incontrano attraverso le parole. E così, la ricerca di un linguaggio e di uno stile appropriati diventa un atto di responsabilità e di bellezza, poiché nella tensione comunicativa verso il prossimo si può trovare una via di comunicazione con l’altro. In breve, il linguaggio e lo stile sono gli strumenti con cui lo scrittore Marco Ercolani modula il suo messaggio e crea un ponte tra la sua anima e quelle dei lettori: “E adesso, direi che è l’ora di chiudere l’intervista. Mi dirai: come? Semplice: con l’elenco dei titoli dei miei prossimi libri. Ma questo è un lavoro che lascio a te, perché io non li conosco ancora. Puoi inventare”. Ercolani dunque offre una traccia, un’occasione di ricerca del Sé dentro la vita e la conoscenza del pensiero.

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