“Chi è codesta marmotta / Lì appollaiata sul ramo secco? / L’occhio profondo irradia / Rosso, come una cometa di sangue, / Che brilla per la rovina e l’orrore […] Walter Benjamin

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Michael e Justine arrivano nel giardino di una lussuosissima villa dove numerosi invitati li attendono ormai da alcune ore. I due hanno appena celebrato il loro matrimonio e adesso sta per calare la notte. Lei alza gli occhi al cielo stellato e subito riconosce la stella di Antares, che spicca tra le altre per il suo rosso cupo. Lì accanto John, marito della sorella e astronomo per passione, non indugia nel farle i complimenti.
Così inizia Melancholia (1) film del regista Lars von Trier, il quale dice di aver avuto l’idea di girarlo durante le sessioni di psicoterapia cui ha partecipato per curare una forma di depressione. Al centro del racconto, oltre alla figura della giovane protagonista Justine, vi è ciò che si può definire l’idea della fine del mondo. Da quella che era la visione degli stoici, dove i cataclismi cosmici rinnovavano il mondo mettendone in dubbio, contro Aristotele, la sua eternità e incorruttibilità, al mito scandinavo di Ragnarok ove il pianeta come lo conosciamo finirà per poi risorgere sotto nuove spoglie, grazie all’unica coppia di esseri umani sopravvissuti.
La comitiva si riunisce nel salone per iniziare la cena. Quasi ignara delle irriverenti stravaganze di suo padre e delle malignità sibilline della madre, Justine si mostra inquieta e a disagio nei confronti del marito, il quale dal canto suo improvvisa una serie di goffi approcci erotici sia in mezzo agli astanti che nella loro camera; allora lei in maniera del tutto inaspettata fugge in giardino e, ancora in abito da sposa, consuma un rapporto sessuale con un giovane invitato.
Poco prima dell’alba tutti si riversano all’aperto facendo salire in aria palloncini luminosi che attraversano l’atmosfera irradiandosi nel cosmo. Justine ha un litigio con il suo datore di lavoro che se ne va infuriato. Michael le si avvicina con aria mesta; “poteva essere tutto diverso”, al che lei risponde “che ti aspettavi?”. In questo modo tanto la festa quanto il matrimonio hanno termine.
La scena si sposta a casa della sorella Claire. Qui vediamo John rivelare entusiasta alla moglie che una recente scoperta, un pianeta chiamato Melancholia ha preso il posto di Antares nella costellazione dello Scorpione e presto entrerà in rotta di collisione con la terra, ma senza colpirla come dicono – sostiene lui – gli scienziati più esperti. Lei si mostra subito scettica e angosciata. Nel frattempo, accompagnata a bordo di un’auto riappare Justine, visibilmente stanca e confusa. I due coniugi e il loro figlioletto Leo iniziano ad occuparsi amorevolmente di lei. La giovane sembra riprendersi e accetta l’invito della sorella di fare una cavalcata nel bosco vicino. Ad un certo punto l’animale si impenna e rifiuta di proseguire, Justine lo frusta con rabbia subendo i rimproveri di Claire. Scesa da cavallo, alza lo sguardo e si accorge che Antares è scomparso. Poco più tardi, mentre le due donne sono in giardino accade un fatto stupefacente; dal cielo sereno inizia a cadere una fitta nevicata. A quel punto i loro sguardi colgono attoniti la presenza del nuovo pianeta incredibilmente vicino, mentre nelle scuderie i cavalli danno segni evidenti di irrequietezza. “Eccolo, è lì; è passato ravvicinato” sono le parole di Justine che, al contrario dell’altra, appare molto calma e come pervasa da un senso di fatale consapevolezza. Giunta la notte, Claire segue la sorella in giardino e, guidata dal fosco chiarore del pianeta, la trova nuda distesa sulla riva del ruscello mentre lo sta contemplando con un’espressione di completo appagamento.
La mattina dopo Leo mostra orgoglioso alla mamma uno strumento da lui costruito solo con un bastone e un filo di ferro atto a valutare la distanza tra la terra e il pianeta. Padre e figlio sono in fermento pensando all’indomani quando ci sarà il massimo avvicinamento e tutti loro avranno il grande privilegio di assistervi. Sempre più preoccupata Claire inizia delle ricerche sul computer da cui apprende che l’impatto avverrà e non sarà indolore. Legge a voce alta la frase: “Terra e Melancholia danza di morte”.
Intanto l’elettricità è scomparsa e John mette in funzione il generatore autonomo. All’ansia di Claire fa da contrasto una calma sempre più profonda e distaccata di Justine, che dice “la terra è cattiva e noi non dobbiamo preoccuparci per lei, nessuno ne sentirà la mancanza”. “Io so le cose e quando ti dico che siamo soli lo siamo davvero. La vita è soltanto sulla terra e per poco ancora”.
Arriva la notte tanto attesa e tutta la famiglia si ritrova vicino al telescopio, ma esso non serve perché l’enorme pianeta, di un azzurro pallido con solo alcune ombre che formano un chiaroscuro sulla superficie, è proprio davanti ai loro occhi.
Claire ha una crisi respiratoria e il marito le dice che il pianeta si sta prendendo una parte dell’ossigeno. Al mattino si accorge che John è scomparso. Cercatolo affannosamente, lo ritrova riverso nella stalla e ne ricopre il corpo con della paglia. Intanto il pianeta si avvicina ulteriormente e lei, ormai in preda alla disperazione, tenta una fuga con Leo mentre la sorella, che li osserva immobile in uno stato quasi di trance, cerca con le parole di dissuaderla dall’intento. Sotto una fitta grandinata e con l’aria divenuta sempre più rarefatta, madre e figlio si abbracciano.
Justine e Leo si recano nel bosco a raccogliere lunghi bastoni per costruire la “grotta magica” all’interno della quale i tre, accompagnati dalle note del Preludio del Tristano e Isotta, attenderanno l’impatto fatale.
1 Melancholia, regia di Lars von Trier (2011), disponibile su Prime Video
