IL PAESE DEI GRANAI. Alfonso Guida

Tu sai che il nulla è il paese dei granai…

Nulla=silenzio, vuoto=potenza del vuoto come atto: la possibilità dell’avvenimento, anche dell’io come sasso che nell’acqua moltiplica il cerchio del tuo lancio. Fino al propagarsi. La creazione del verso o del frammento avviene per sfregamento e la propagazione ne è la conseguenza. Tutto insomma è nella metafora del fuoco, che in sé ha la scintilla e l’incendio. Senza il nulla nulla può accadere. Il nulla della cella ha scatenato le più fervide tra le immaginazioni femminili. Perché l’entusiasmo della mente si verifichi bisogna stare nell’ombra, nella fitta ombra. Sembra quasi la condizione necessaria per il massimo della resa. E non è un caso che tale fenomenologia si realizzi nelle terre incastonate come l’Umbria. Le donne umbre sanno quanto grano fa il campo del nulla. Basta togliersi di mezzo per stare nel nulla.

Io scrivo sempre per questo salutare bisogno di suicidarmi. Scrivere per me è la sublimazione dell’istinto di morte. Un imbuto che diffonde visioni. Che non servono a niente. Che non interessano a nessuno. Ma scrivo, obbedendo con sacrificio invisibile al monito di Fortini. Scrivo grazie anche a Jaspers (“La cura della mente”) che stamane mi ha fatto chiaramente capire che mi avrebbe letto e applaudito. Lui, che invitava a comporre le cosiddette opere di “auto- descrizione” materiale che riteneva fondamentali per la fenomenologia, la psicologia soggettiva e la psicopatologia: Schreber, De Quincey, Nerval.

11.57, 2 maggio 2024

Giovanni Castiglia

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