“Allora le poesie di Ombra da viaggio, che solo adesso incontrano quel lettore nella fisionomia che fu a lungo pensata e mai congedata, si mostrano come l’ulteriore tappa di una viandanza interiore. I passeri dei Cappotti morti, i volatili che occupano i cieli osservati dai balconi sono divenuti gli arcangeli, un po’ alla Wenders, di cui resta traccia in qualche piuma dispersa, e che lasciano una memoria aurorale, portati via dal loro vento innocente, sulla “meschina tragedia” della vita umana…”
(dall’introduzione di Roberto Deidier)
Poesie e traduzioni
Bandiera
Cercavo parole che fossero alle cose
come una bandiera a mezza strada
che dice di accostare. Lo stile –
perdonate – solo forma
solo l’ombra di un presagio.
*
Ascensore
Chi parte per primo fa un cenno
e un odore diverso si dà sulla stessa tastiera
se sale o scende altra gente, altro piano.
Lo specchio si appanna ogni volta
per l’aria che ognuno ha nel petto
ogni volta in custodia.
*
L’albero
Negli ultimi giorni, quando ancora è verde
l’albero è qui
veramente sulla terra.
Io smetto di sognarlo e vedo
che mi appartiene per intero.
*
Piccola preghiera del padre
Fammi rinascere almeno nel nome
quella coda di vita distinta
che ci affida come lucertole
alla luce di un sole nuovo.
*
Ti pungi le dita
Ti pungi le dita con questo mare
Azzurro solo a sfiorarlo
come un peccato…
*
Poesia per Silvia
Non è per questo sole che ho iniziato a ridere
ma agli occhi dentro me per sempre incisi.
E dal principio.
**
Alla finestra
di Afanasij Fet
Il capo avvicinato alla finestra
con tenera malinconia attendevo
l’apparizione tua e dopo insieme
di andare nella piana tutta neve.
Ma tu ti sei nascosta nel luccichìo dei bosco
sotto le foglie chiare del banano
dietro argentati muschi del deserto
e nella polvere di perla di fontana.
Ho visto una strada di montagna
dove il tuo passo intorbida la neve
ed ho ammirato quella grotta di cristallo
che non mi è lecito varcare.
A un tratto sei arrivata e tutto si è chiarito –
le labbra col sorriso e agli occhi una minaccia.
Ogni cosa mi ha ispirato esattamente
quel gelo disegnato sopra il vetro.
(traduzione dal russo di M.M.)
**
Maurizio Marotta (Laurino 1963-Salerno 2020) ha scritto poesie e prose, ha tradotto dal russo e dall’inglese, e con lo pseudonimo di Tatlin ha svolto un’intensa attività grafica. In vita ha pubblicato le due raccolte di versi I cappotti morti (1989) e Il cielo dai balconi (1991). Ha creato il sito “Zadalampe”, dedicato a memorie e cronache del paese natale.
*
*I testi sono tratti da: Maurizio Marotta, Ombra da viaggio (Poesie 1981-2017), Giometti & Antonello editore, a cura di Roberto Deidier, Macerata 2024.


Questo è un libro magnifico.
ciao, grazie.
Giampaolo
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