GIGANTI. Lucetta Frisa

*I testi sono tratti da: Lucetta Frisa, La lezione degli dèi, New Press, Como 2023.

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Giganti

Ormai erano in pochi a resistere
dentro il loro ombelico muschioso
a sentire la propria voce possente
tonante unita a quella intimorita
delle loro capre. In quel tempo tutto
era enorme: la terra erbosa il cielo stellato
il mare senza approdi o rive
tutto si concentrava sulla scena
convessa del loro unico immenso occhio
al centro del volto come al centro
del mondo. Quell’occhio guidava
i loro passi mostrava il creato
sempre presente e uguale nessuno
riconosceva l’andatura del tempo:
chi di loro sapeva di essere vivo
o solo figura di sogno?
E se qualcuno avesse accecato
l’unica via d’accesso al mondo reale?
Sarebbero rimasti
gli ultimi sogni sognati dagli dèi.

Palinuro

Dicono che un uomo di notte
si sia tuffato in mare sia scomparso
tra le onde ma si è tuffato? è
solo caduto in mare, il mare
era agitato, sarà di certo annegato
ma da dove è caduto quell’uomo?
da una nave da uno scoglio, qualcuno
l’avrà spinto o era solo e voleva
morire o non voleva morire ma sarà
morto oppure no?
Di notte qui non si vede nulla non
ci sono luci fari lampare di pescatori
è buio fitto e di notte il mare fa paura.
L’avranno salvato? si è salvato da solo?
qualche dio avrà avuto pietà
ma ora dov’è? dicono che sia caduto
mentre era al timone di una nave,
dicono si fosse addormentato
e poi scivolato in acqua, scomparso.
Cerchiamolo adesso, no adesso no,
meglio cercarlo all’alba, ma sarà già annegato,
lasciamolo dov’è…

Qualcosa di mostruoso si aggirava sulla riva
chi è ci siamo chiesti l’abbiamo chiesto
anche a lui
ci rispose con un suono stranissimo.
Non era lui il timoniere che cercavamo.
Impossibile, non poteva essere lui,
Allora lo abbiamo ucciso, sventrato, fatto a pezzi.
Era pericoloso.

Cassandra

Oggi la terra profuma e anche il mare
splende radioso come il sole e poi
verrà a splendere la luna e gli uomini
si raccoglieranno sulla spiaggia
a festeggiare la bellezza danzano
cantano si ubriacano si abbracciano
fanno l’amore con la vita. Tutti ridono
e non chiedono altro che di essere lì
dove sono :beati, dentro il tempo.
Lei no. Non può e non sa. È triste.
Accucciata in un angolo lontano
dalla festa, piange. Singhiozza. Sospira:
una per una lei vede quelle persone
felici morire trafitte sgozzate
decapitate e quella radiosa spiaggia
nera di cadaveri e le loro armi
ormai Inermi sparse sulla riva.
Si alzerà e dirà ad alta voce quello
che vede e la cacceranno via
come sempre tra risa e volgari insulti .
A questo le è servito il dono: vedere
Il fumo e la cenere prima del fuoco.
Precluso il sapore vitale
dell’illusione, le è rimasto il cibo
luttuoso dell’impermanenza.
Una come lei
deve nascondersi e tacere.
Meglio non nascere, e restare tra i morti.

Un pensiero riguardo “GIGANTI. Lucetta Frisa

  1. Quanto profondamente è bella la poesia di Lucetta, sapienziale e civile senza mai metterlo in mostra, col più grande pudore, quello della verità spogliata. Grazie sempre, Giusi

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