Ma come fai? Rigore macchinoso.
L’equivalente dell’eccesso mitico.
Sono giunto altrove, all’indefinito.
La minaccia del paese è l’acropoli.
La siccità ha mangiato tutti i sassi.
Non c’è nessuna strada di ritorno.
Sono rimasto al punto di partenza.
Sono rimasto. Ho camminato un po’.
Le figure si fondano sugli angoli.
Non cambio niente del mondo. Ho accettato.
A chi resta non resta che accettare.
L’altra via è la pazzia. Lo iato di sé.
Qui sono rimasti tutti dove erano,
ma è necessario aggrapparsi a un terreno
parallelo. Ognuno è stato salvato.
Da ciò che soffre. Questo lo sappiamo.
Ci si difende col male. Con le unghie
delle vittime. Col vino costante.
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Filippo Bentivegna, Il giardino incantato
