PER MARGIT. Elisabetta Negroni

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Fino a pag. 42 c’è un nome e

un corpo evocato

Un angelo che si fa specchio

e simbolo

E vento

orme su cui si posano farfalle

E fantasmi che benedicono

corolle

E ombre che ti precedono

indicando sentieri e memorie.

E poesia

Che libera

Che significa

Che apre porte e riporta memoria

Che non permette di girarsi

dall’altra parte

Non lascia che venga evitato il

dolore del mondo

Di un fiore schiacciato.

Da pag. 45 c’è il viaggio

Lo scopo

Il girovagare

L’urlo che pretende

La preghiera che mendica

La determinazione che arriva a

svelare

A nominare

A rintracciare

A veritare.

Radice tronco e Fiore, queste

pagine si ergono e sbocciano in

nome di una bambina

Il prato diventa di farfalle

E i fiori volano e profumano.

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