*Questo breve testo è la quarta di copertina del volume: Jean Fautrier, La peinture doit se détruire por se réinventer. Textes, entretiens, propos et témoignages réunis, annotès et préfacés par Dieter Schwarz, editions l’Echoppe, Tusson 2023.

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Qualunque sia il valore delle ricerche contemporanee, non possono altro che essere salutari, al di là di difetti, esasperazioni, errori. L’occhio, oggi, è cambiato: non si può negare che i suoi bisogni non siano più gli stessi. Si sono così trasformati che sembra stupefacente pensare che, vent’anni fa, gli artisti migliori erano pienamente soddisfatti e apparivano degli innovatori dipingendo pesci neri e alberi rossi, e non potevano fare pittura se non si piazzavano davanti a un soggetto.
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La pittura è una cosa che può solo distruggersi, che deve distruggersi per reinventarsi. (traduzione di M.E.)
(1960)



Jean Fautrier, Otages
