Non c’è bisogno di me
della mostruosità di questa
mezzanotte del cuoio
che continua a essere
trachea dei vagoni
il vulcano del vuoto.
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Ricamo i binari
ossa di madre
la neve del sangue
e indicibile chirurgia
il desiderio di togliermi la vita
che morire non altro che
la lucidità del chiederti
di perdonarmi e guardare.
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Dimmi che davvero moriremo
della nostra morte come fanno i canali
che alimentano le centrali idroelettriche
quel respiro duro, intubando nulla,
il nostro crepuscolo.
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Le tue mutandine
chiazzate dal ciclo
un’aurora di rosso e
le mie braccia nel
desiderio di morire
l’esalarti costellazione
nel non chiedere altro
che d’ esserti riconosciuto.

Bosco grande, Giovanni Castiglia
