*Il testo è tratto da: IN FORMA DI PAROLE, Soglie della musica, a cura di Gianfranco Pernaiachi, anno sedicesimo la quarta serie, numero primo gennaio-marzo 1996.

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Musica – tempo che non si vuole né arrestare né affrettare.
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Musica. Suoni che rifletotno lo stato senza suoni. Parole e suoni equivalenti al silenzio.
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Armonia: cogliere d’un colpo cose differenti.
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Si ascolta la musica perfetta con un’attenzione priva di desiderio, eccetto il desiderio incuso nell’attenzione.
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La musica, svolgendosi nel tempo, cattura l’attenzione e la sottrae al tempo volgendola a ogni istante su ciò che è. L’attesa è attesa a vuoto e attesa dell’immediato. Non si desidera che una nota, che un silenzio, cessi, benché sia insopportabile che duri.
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Nella musica, i passaggi leti, discendenti, piano, naturalmente associati a un’impressione di tristezza, svolgono tuttavia la funzione della gioia, la dlcezza più forte della violenza. Unione raddoppiata dei contrari. È ciò che rende sublime la musica. Gioia intellettuale.
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L’impressione prootta dalla musica, di un’attesa che la nota seguente colma e soddisfa pienamente, pur essendo una piena sorpresa, è semplicemente un riflesso della pienezza dell’attenzione orientata interamente sull’immediato. L’arte del musicista ha come unica funzione quella di rendere possibile questo orientamento dell’attenzione.
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Simone Weil
