SOLO I MIEI PASSI SONO IN ME. Thierry Metz

(traduzione di Lucetta Frisa)

I testi sono tratti da: Thierry Metz, De l’un à l’autre, Éditions Jacques Brémond, 1996.

**

Le chemin

mais lequel pas un homme

pas un arbre

seulement le damier

le carrelage

un bout de cordeau resté dans ma poche.

*

La strada

ma quale, non un uomo

non un albero,

solo la scacchiera

le piastrelle

un capo della corda rimasto nella mia tasca.

**        

Quatre routes

mais une seule pour aller cueillir

le jasmin

puis retrouver le coquillage

et le conte

mais pour l’instant

seuls mes pas sont en moi.

*

Quattro strade

ma una sola per andare a cogliere

il gelsomino

per ritrovare la conchiglia

e il racconto

ma ora

solo i miei passi sono in me.

**

Le peintre est souvent un merle

le nid est introuvable

ou brisé

mais lui ne maudit pas la ficelle

ce qu’il aura trouvé

sera travaillé

peut-être

peut-être jusqu’à l’égarement. 

*

Il pittore è spesso un merlo

il suo nido è introvabile

o spezzato

ma lui non maledice lo spago

ciò che avrà trovato

sarà lavorato

forse

forse fino a sparire.

        **

Ce pas est le mien

de lier sans attacher

l’être dont je suis la trame

la couture qu’il faut faire et défaire

ne sachant pas ce qui est commencé

ce qui est fini

sinon qu’il y a cercle

et carré. 

*

Non è da me

legare senza allacciare

l’essere di cui sono la trama

la cucitura

che bisogna fare e disfare

non sapendo cosa è cominciato

cosa è finito

se non che esiste

cerchio e quadro.


**

Il n’y a rien dans le cercle

rien que le cercle

seul instant de souffle

et de regard

quelque chose là

oublié par le fil

ni tête ni astre

mais un silence. 

*

Non c’è niente nel cerchio

altro che il cerchio

solo istante

di soffio e di sguardo

qualcosa laggiù

scordata dal filo

né testa né astro

ma un silenzio.

 **

Tu vas vers autre chose

presque l’invisible

un oiseau dans chaque main

cueillis dans l’arbre.

Tu vai verso altro

è quasi l’invisibile

un uccello in ogni mano

colti dall’albero.

**

Thierry Metz nasce il 10 giugno 1956 a Parigi. Autodidatta, si dedica alla scrittura e al sollevamento pesi. Nel 1977 si sposa con Françoise Fenautrigues, sua compagna di scuola. Si stabiliscono in campagna, ad Agen, sulle rive della Garonne. Vivono anni piuttosto sereni, in cui nascono tre figli: Guillaume, Vincent e Thomas. Presto cominciano a manifestarsi in Metz i primi sintomi di una depressione che viene aggravata dalla durezza del mestiere saltuario di muratore e dal consumo di alcool. Nel 1988 muore il secondo figlio, investito da una macchina. Per il poeta iniziano i soggiorni nelle case di cura di Périgueux, di Agen, di Cadillac. Dopo essersi trasferito a Bordeaux, si suicida il 16 aprile 1997. Tra le sue opere, in parte uscite postume, si segnalano Dolmen suivi de La demeure phréatique (Cahiers Froissard, 1989; Éditions Jacques Brémond, 2001), Sur la table inventée (Éditions Jacques Brémond, 1989), Le journal d’un manœuvre (Gallimard, 1990), Entre l’eau et la feuille (Éditions Arfuyen, 1991; Éditions Jacques Brémond, 2015), Lettres à la bien-aimée (Gallimard, 1995), Le drap déplié (Éditions L’Arrière-Pays, 1995), Dans les branches (Éditions Opales, 1995), De l’un à l’autre (Éditions Jacques Brémond, 1996), L’homme qui penche (Éditions Opales/Pleine Page, 1997; Pleine Page Éditeur, nuova edizione rivista e aumentata, 2008; Éditions Unes, 2017), Terre (Éditions Opales/Pleine Page; Pierre Mainaud, 2021), Sur un poème de Paul Celan (Éditions Jacques Brémond, 1999), Dialogue avec Suso (Éditions Opales/Pleine Page, 1999), Tout ce pourquoi est de sel (Pleine Page Éditeur, 2008), Carnet d’Orphée (Éditions Les Deux Siciles, 2011), Tel que c’est écrit (Éditions L’Arrière-Pays, 2012), Poésies 1978-1997 (Pierre Mainard, 2017), Le grainetier (Pierre Mainard, 2019). Da segnalare inoltre l’antologia presente in Thierry Metz di Cédric Le Penven (Éditions des Vanneaux, 2017). In edizione italiana si ricordano L’uomo che pende, a cura di Michel Rouan e Loriano Gonfiantini (Via del Vento Edizioni, 2001), Il muro, traduzione di Marco Rota (Quaderni di Orfeo, 2012), Sulla tavola inventata, a cura e traduzione di Riccardo Corsi (Edizioni degli Animali, 2018), Diario di un manovale, a cura di Andrea Ponso (Edizioni degli Animali, 2020), Dire tutto alle case, traduzione e cura di Mia Lecomte (Internopoesia, 2021). In corso di stampa, presso le Edizioni degli Animali, Su una poesia di Paul Celan, seguito da Dolmen e La dimora freatica, a cura di Pasquale Di Palmo. Estratti di questo lavoro sono stati anticipati con i titoli “Frammenti di un manovale”, in «Poesia», 194, maggio 2005 e “Dove la parola nidifica”, in «Poesia», 7, n.s., maggio-giugno 2021.

Thierry Metz

Lascia un commento