DUE POESIE E DUE TRADUZIONI. Paolo Zoboli

O ricercata invano nella brezza

che soffia da Tiglieto all’Acquabianca,

e per gli antihxi boaschi, giovinezza…

*

A Lorenzo Pittaluga

Come ogni volta il treno passa sopra

il ponte e guarda il muto cimitero

Oggi non è tremulo d’alba o nero

di buio: coltre candida ricopre

le lapidi e le tombe tra i cipressi,

più silenziosi d’improvviso gelo.

I colli e i boschi intorno, eguale velo

fa di cristallo: e tu ancora t’appressi

all’anima, Lorenzo, con la voce

dolente e innamorata dei tuoi versi

implosi, incomprensibili, ora persi

chissà dove. Ma sotto a quella croce

vive il pensiero, si fa voce lieve

alla brezza d’aprile, alla calura

che a luglio incendia il marmo; e anche ora

al silenzio sospeso della neve.

*

Il fauno

(da Paul Verlaine)

Un vecchio fauno di terracotta

ride nel mezzo d’erbosi spiazzi

e senza dubbio ben triste seguito

prevede a q uesti sereni istanti

che m’han condotto e t’han condotta

– o malinconici pellegrini –

fino a quest’ora che fugge, e rapida

vortica al suono dei tamburini.

*

L’addio

(da Guillaume Apollinaire)

Ho colto questo filo d’erica

ricòrdati che l’autunno è morto

Non ci vedremo più in terra

Odor del tempo filo d’erica

ricòrdati che io ti attendo

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*I versi sono tratti da: Paolo Zoboli, Foglie di tiglio. Vecchi versi 1985-1999, Interlinea edizioni, Novara 2023.

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Paolo Zoboli (Genova, 1967). Ha pubblicato La rinascita dei tragici greci da D’Annunzio a Pasolini (2004), Sbarbaro e i tragici greci (2005), Linea ligure. Sbarbaro, Montale, Caproni. Di Camillo Sbarbato ha curato le edizioni di Fuochi fatui (1997) e Pianissimo (Genova, 2008); di Ceccardo Roccatagliata Ceccardi Lettere di crociera (ivi, 1996) e Il libro dei frammenti (ivi, 2003); di Mario Novaro Scritti filosofici (2022).

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