
Vampa, Giovanni Castiglia
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Il veliero salpava dalle pietre
dal cono degli avi –
ricorda
salpava dal cono dalla cima
del monte
con fronte sicura
nel fiume pesci creature
e corallo
sì, corallo nel fiume
degli avi
sul collo delle donne un neo d’oro
atterriva balenante i predatori
e seni di latte a sfamare eoni
fiamme sullo specchio
parlava il silenzio delle belve
sillabe grevi
il mirto e l’asfodelo nutrivano il soffio
della serpe
la strige barbuta, il suo grido
con furia il cavallo rincorreva il cervo
le corna della vacca stesa al sole
erano corona di spine e inno
la capra copriva di giubilo i cieli
un’onda contro il cristallo dei giorni
le notti infinite
e i fuochi dai nuraghi, irti, a contare stelle
immensi fuochi –
ricorda
proteggendo il mare
