CORONA DI SPINE E INNO. Maria Grazia Cabras

Vampa, Giovanni Castiglia

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Il veliero salpava dalle pietre

dal cono degli avi –

ricorda

salpava dal cono dalla cima

del monte

con fronte sicura

nel fiume pesci creature

e corallo

sì, corallo nel fiume

degli avi

sul collo delle donne un neo d’oro

atterriva balenante i predatori

e seni di latte a sfamare eoni

fiamme sullo specchio

parlava il silenzio delle belve

sillabe grevi

il mirto e l’asfodelo nutrivano il soffio

della serpe

la strige barbuta, il suo grido

con furia il cavallo rincorreva il cervo

le corna della vacca stesa al sole

erano corona di spine e inno

la capra copriva di giubilo i cieli

un’onda contro il cristallo dei giorni

le notti infinite

e i fuochi dai nuraghi, irti, a contare stelle

immensi fuochi –

ricorda

proteggendo il mare

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