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Undress, il volume di “versi in prosa” appena pubblicato da Michela Gorini (Seri editore, Macerata 2024), si divide in tredici sezioni: Vita e appartenenza. Ovunque, in alcun luogo. Restare in questa lesa struttura pericolante. A male in cuore, mi aderisci. Fessure. La colpa originaria, Singhiozzi, la non gioia. Non è logica di cuore. Dentro, la morsa. Non si può scrivere la madre. Obliqua, ex. Verde e muta. Il domicilio. Già dallo scorrere dei titoli il lettore si accorge di essere coinvolto in un discorso increspato, interrotto, inquieto, dove è improbabile, forse non necessario, trovare il filo primario del discorso. La scrittura traversa le pagine oltre la volontà dell’autrice. Psicoanalista di professione, Gorini si abbandona al flusso delle parole fin dall’incipit del libro: (“Resta, senza pazienza. / Prega i tuoi dogmi. // Senza pazienza, prega”); (“Giorno 4. Oggi sei andato. È una tua prerogativa, l’immagine di un uomo che va. Dormi, ti svegli e sei vestito, allacci strette strette le scarpe. Con le tue mille ragioni. Tieni strette strette le tue mille ragioni alle tue due scarpe. Tieni la mano sulla pancia. La smorfia sulle labbra. // Le tue mille ragioni”). Il flusso di questa poesia contrasta con la tenacia ottusa di chi si aggrappa alle sue ragioni come a delle scarpe che non scioglieranno i loro lacci: Michela dissemina le sue ragioni, umane e testuali, come un diario consapevole e feroce. Il libro è scandito in giorni precisi che narrano gioie, angosce, speranze. È l’io strutturato l’idolo infranto di questa recherche: Undress significa “spogliarsi”, e tutto il libro è denudamento di maschere, registro di crolli imminenti, resoconto di disastri e resurrezioni. (“Cose mobili, strutture, scritture, vita, paure, accendigas. Tutto l’improvviso si muove, si muta, tace, si accende / si spegne// Restare in questa lesa struttura pericolante”). Ciò che turba, in queste prose allarmate, pericolose, febbrili, è la perturbante ricerca di una forma, anche sospesa, in bilico, fragile, che sia però all’altezza dell’emozione da esprimere. Undress è libro da leggere e rileggere perché ogni pagina ci porta verso risposte sempre originali: le risposte cercate da uno stile mai placato, mai definito, sempre in subbuglio, che sceglie la via della prosa (“il luogo senza risposte”) per mantenere al massimo grado il fuoco dell’ìntensità, senza intermezzi lirici. (M.E.)
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Antologia
Prigione dei propri sensi, la propria inconsistenza. Il vuoto forma inconsistenza agli occhi. Cede il nido, fiorisce. Come nascere alla nebbia: un giorno di quell’inverno angusto, una notte, ore 2 circa lo strillo.
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Pensare, a casa, di esistere in quanto. No, essere esistita in tanto. Dormi, è tardi.
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Legittima offesa. Non scrivere. Le parole a un certo punto sono offese, pretenziose. Tutto sembra detto, stato. Sfruttare il cupo silenzio. Quel silenzio pieno ricurvo di idee ufficiose. Idee che marcano il ruolo, il nodo, la proprietà.
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Giorno 10
Credere è un atto di fede. Coraggio, scienza inesatta, plasmabile. Abile lui. Dall’altra parte del collo, lei. Involuzione. Abbracciare la notte. Conciliare la pausa, la paura di vedersi altra.
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Non sommarsi mai pezzi di un incanto. Distribuirsi al luogo dell’incanto. Spargersi, un naufragio della propria tendenza. Spargersi in semi.
Lo sfondo su cui si è stati ignoti.
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Una spaccatura tra sé e il corpo, a ricordare di essere la stessa carta che il corpo ha operato. Non stare accorti nel non sapere. La paura di arrangiarsi. Non avere alternative, dati di fatti. Il luogo senza risposte. Una traduzione mancata. Comprendere, resta assassinio. Nessuno può, comprendere.
Essere lasciati. Cadere. Perdonare sé stessi per essersi lasciati.
Cadere.
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Giorno 16
Prestare attenzione, si genera un suono ad ogni dettaglio.
L’effetto delle cose, impensabile, permane. Non sottoscritto.
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Giorno 22
Il contenitore diventa obliquo.
In corpo non trova poesia.
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Michela Gorini (Pesaro, 1971). Psicoanalista, studia il liguaggio, il corpo femminile, la scrittura. Scrive diversi libri: La produzione di amore (2018); Come funziona il tuo amore (2020); Ho un corpo trasparente (2020); la tua formula invertita femmina (2020); Diario del sangue nelle ossa (2021); I Blues (2022).

Michela Gorini
