IO SONO UN UOMO IN UN MILIONE

Fantasia di Vaclav Nijinsky (1950).

Il torero piange prima di uccidere il toro. Conosco molti toreri sventrati dal toro che piangevano, per il loro destino mortale e per quello dell’animale che sicuramente sarebbe stato abbattuto. Io odiavo questo macello, lo odiavo e soprattutto lo osservavo con indifferenza. La corrida non è né il pubblico né il torero né la muleta né il toro. SONO IO IL TORO. SONO DIO nel toro. Io sono un egizio, un indiano, un pellerossa, un negro, un cinese, un giapponese. Io sono uno straniero, un estraneo. Sono un uccello di mare. Sono un uccello di terraferma. Sono l’albero di Tolstoj. Sono le radici di Tolstoj. Tolstoj è mio. Io sono suo. IO SONO UN UOMO IN UN MILIONE. Io non sono solo, perché sento più di un milione di altri. E ora ballerò per voi!! Ma forse è meglio di no. Meglio che pianga. Sono stato appena sventrato, non ho forza, sono le cinque, le cinque della sera. Vi abbraccio. Vostro, per sempre, sanguinante Vaclav.

Lascia un commento