PER “POLVERE”. Francesco Marotta

Francesco Marotta, Polvere, Anterem Edizioni, Verona 2024.

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La partitura della polvere di Francesco Marotta, nel suo ‘tempo sospeso’, musica una tensione altissima verso l’origine, l’inudbile, l’inconosciuto. A cui avvicinarsi come nelle immagini fotografiche a “pupille spente” di E. Bavcar. Al quale è rivolta un’’interrogazione che appare la domanda di senso dell’intera opera, nella sua messa in povere del visibile, per una visione altra, una lingua altra: “quale / altra luce, quale altro nome sai / che il giorno non conosce?

(Laura Caccia)

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Antologia

CONTRO-LUCE

(contro-luce)

La luce – tu la conosci in perdita

la (ri)conosci che emerge

dal sogno desolato della preda

e torna dove fa pensiero

il corso delle ombre –dove

lo sguardo inciampa

nel conforto che genera sete

*

la notte

–cecità visibile

d’ombre

che aspira il mare

(vuoto)

degli occhi

–un mare, un male

(un

vuoto)

il dolore di essere

altro, la soglia

*

ALTROQUANDO

(altro-quando)

a Evgen Bavcar

quale altra luce – Evgen

nel senzatempo del

le pupille spente, quale

l’origine, il suono, la voce

l’alfabeto – quale il nome

segreto delle rondini

che liberi dal sogno

per scardinare il portale

delle ombre – quale

altra luce, quale altro nome sai

che il giorno non conosce?

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Evgen Bavcar

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