Le voci:
sopra vento, vicine al cuore,
sepolte nell’incendio
Paul Celan
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Alcuni libri sembrano sopraffatti da voci che non appartengono all’autore e che nascono all’interno della sua lingua come echi dove la necessità del discorso cede all’estasi del dire. (M.E.)
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La corda al collo della voce l’altra cellula in
allarme nell’aria limpida insanabile a squarci non ha pace
contro i muri il vento le scale neanche a dirla ininterrotta
in fondo nulla rimette a posto le cose per un tratto di strada
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fino a strapparsi l’abito una piccola morte nel contagio di
un nome da rifare di tutta la terra a capo l’opera torna
indietro fuori è ancora mondo insepolto e vuoto il solo da
riaccordare il solo non tenuto a mente uno scacco al dolore
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*I testi sono tratti da: Laura Caccia, Le voci insorte (à rebours), Book editore, Riva del Po 2024.

