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Avete fatto voi questo orrore, maestro?
No, è opera vostra.
Dialogo tra l’ambasciatore nazista Abetz e Picasso davanti a Guernica (1937).
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Nel 2023 il Castello di Rivoli ha dedicato una grande mostra al tema “Arte e guerra”, con più di 140 opere di artisti internazionali che hanno interpretato gli orrori della guerra, da Goya fino ai contemporanei. Non comparivva però ancora in questo tragico affresco l’Intelligenza Artificiale (IA) con i suoi software di applicazione bellica e di nuove armate di droni e robot combattenti, ultimo approdo di una Cyberwar in atto da tempo. Come è accaduto per tutte le grandi innovazioni tecnologiche, la creazione e la diffusione dell’IA è stata salutata e celebrata (in questi tempi con particolare enfasi) come una svolta della civiltà umana, l’apertura di una nuova stagione di progresso economico, produttivo, sociale e culturale. Il problema però è sempre lo stesso: quale uso l’essere umano sarà capace o sceglierà di farne?
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Qualcuno ha parlato, a proposito dell’uso indiscriminato dell’IA in ambito bellico, soprattutto quando sono coinvolte popolazioni civili inermi, di uno sterminio programmato che evoca una nuova forma artificiale di “banalità del male” (per citare la famosa definizione di Hannah Arendt in relazione agli imputati nazisti del processo di Norimberga, quando tentarono di discolparsi dal genocidio degli ebrei dichiarandosi meri esecutori di ordini). Attribuire in futuro crimini di guerra all’IA non dispenserà gli esseri umani dalla loro responsabilità. L’arte, come ha fatto Picasso con il suo capolavoro Guernica, oppure Kubrick con il film Il Dottor Stranamore, dovrebbe rispondere in due modi, pacifici ma determinati, all’uso dell’innovazione tecnologica per la (auto)distruzione del genere umano. Denunciare gli orrori della guerra e dimostrare come la tecnologia possa essere non uno strumento più sofisticato di morte e sofferenza ma uno strumento di creatività, di immaginazione di un futuro più sostenibile, e di pace.

Pablo Picasso, Guernica

Graham Sutherland, Studio per una crocefissione

Francisco Goya, Desastres de la guerra

Alberto Burri, Texas
(Riviste, 2)
