
E anche tra le crepe dei muri
s’aprono fiori
e tutto si muove striscia sussurra
mi domanda ma con discrezione
per non ferirmi troppo
con il senso della cosa
come io possa
sopportare tutto questo ondeggiare
questi colori
e l’asse inclinato della terra
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L’età geniale
Sì, ci sono cose che completamente, sino in fondo, non possono accadere. Quale gesto, parola, passo, avvenimento, potrebbe mai contenerle, significarle?
E lì restano come frammenti di uno specchio rotto, approssimazioni, abbozzi di quell’unico specchio che tutti ci riflette.
Eppure, mentre la stiamo sognando, tutta in noi si va allestendo l’età “geniale”, di riflesso in riflesso, di mancanza in mancanza. Una prova generale del desiderio senza la certezza del suo spettacolo.
Così si apprende il senso della lontananza, ci si lascia attraversare da quella luce di stelle che non ci è dato vedere e che proprio per questo ci riguarda. Noi, così toccati dalla ferita, troviamo conforto nella perfezione dell’attesa, nell’ascolto della parola docile estesa che comprende tutto il tempo, primavera che scaturisce da un gioco d’oltrecielo.
E ancora ci aggiriamo tra erbe e fiori invisibili, e non sappiamo rinunciare allo splendore e al profumo che intatti ci sfiorano. Ma ben al di là del difetto delle nostre mani, in un tentativo di accadimento, per non soffrirne l’impoverimento, la perdita.
A noi restano gli aloni, le farfalle bianche della loro rappresentazione.
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I testi sono tratti da: Danila Boggiano,Finestre con lume, Thesis, Sestri Levante 2025 (prefazione di Marco Ercolani).
