
Alejandra Pizarnik
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Densità
Io ero la fonte della discordanza, la padrona della dissonanza, la bimba dell’aspro contrappunto. Io mi aprivo e mi chiudevo in un puro ritmo animale.
L’oscura
E perché parlava come se il silenzio fosse un muro e le parole colori destinati a coprirlo? E chi disse che si alimenta di musica e non può piangere?
Sul silenzio
Non c’è chi dipinga con colori verdi. Tutto è di un colore simile all’arancione. Se sono qualcosa sono violenza. I colori scheggiano il silenzio e creano animali deteriorati. Poi qualcuno cercherà di scrivere una poesia. E sarà mediante le forme, i colori, il disamore, la lucidità (non continuo perché non voglio spaventare i bambini).
Una parola
A Juan Battle Planas
Originata per il costruttore di vertici inscritta nei muri di una casa oscura una parola immola a quella dagli occhi feroci. In amoroso silenzio lei intona la canzone per colui che è morto.
Di notte
Cade la notte, e le bambole proiettano meravigliose immagini a colori. Ogni immagine è unita ad un’altra per mezzo d’una piccola corda. Ascolto, uno ad uno, e molto distintamente, rumori e suoni.
Quadro
Rumori di qualcuno che sale una scala. Quella dei tormenti, quella che ritorna dalla natura, sale una scala di quelle che scendono in una pozza di sangue. Il fiore della distanza brucia neri uccelli nei capelli della solitaria. Bisogna salvare non il fiore ma le parole.
*I testi sono tratti da: La hija de la voz detràs de la voz. 1968-1970, traduzione a cura di Alessandro Prusso, editorialdeloimposible, Genova, 2015.
