LA POESIA AMA NASCONDERSI. Brancale, Bordas

Diario di un’ora

Noi non siamo la somma di tutto ciò che abbiamo vissuto. Siamo la sottrazione. Siamo quello che non siamo più. Siamo tutto quello che abbiamo lasciato dietro di noi. Tutte le parti che ci mancano. Siamo gli abbandoni. Le fogllie in autunno. Le battaglie insignificanti del corpo. La perdita di parola. Siamo la sofferenza in carne e ossa

Mi volto indietro, verso l’infanzia, ma quel momento rimane per la maggior parte di noi irraggiungibile. La vita stessa a volte è irraggiungibile.

Forse la poesia è un gesto che ci permette di sfiorare quello che crediamo irraggiungibile. La parola è in cammino, assorbe in silenzio tutto ciò che si contrae nella profondità dell’essere. Scaglia l’urlo.

Non riesci più ad addormentarti nel buio. Il nero mi minaccia. Il nero mi assedia. La bocca si svuota da dentro. Dai denti della carne delle ossa del vuoto.

Qualsiasi cosa muore dentro di me devo restare vivo. Restare vivo nella morte è il passo successivo.

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*Hervé Bordas, Domenico Brancale, Congiungimenti II, Prova d’Artista, Galerie Bordas, Venezia 2021. Le parole sono di Domenico Brancale, le immagini di Hervé Bordas.

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