
Entrare la notte (2021)

Entrare la notte
il centro dell’istante
l’assoluto che ci trattiene
linee perse all’orizzonte.
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Oltre il bordo della deriva
più in là il mondo chiedendo
sopra le ferite le mancanze.
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La tenda palpebra fuga
dagli orizzonti del vuoto immobili
a transitare più in là ancora
il muschio di mia madre
la coltre di mio padre.
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Di soglia in soglia
trovarci nell’insorgenza
i privilegiati dello scontro frontale
l’occhio su quell’attimo
dell’adesso eradicato.
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Gli spari di una pistola giocattolo
il margine aperto che non ha senso
contarli tutti i presenti
quasi una fantasia
cercami il battito
che non sono mai esistito.
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Addomesticati si inghiotte
senza soluzione
e la cecità veggenza
che appena nati
solo i cuccioli.

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Come sperma
incollarsi alla pelle
e allo stesso modo
essere dimenticato
la polvere dei ‘passi-sguardi’
i piedi occhi
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Autunno che ci scolora
papà, ti vomito sperma
il tentativo di resistere
all’ogni tua mancanza.
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Movimento impercettibile
è la prima lacrima
i fili fosforescenti
dell’irreparabile sospeso.
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Eco del mio sangue
tu giostra incarnazione
la lacrima candela
padre patria
l’angelo profano.

