I testi, a cura di Giuseppe Zuccarino, sono tratti da: Stéphane Mallarmé, Risposte ad inchieste, in “La notte e il giorno. Quaderni di scrittura”, Ripostes, Salerno-Roma 1992, e sono desunti dalle Oeuvres complètes di Mallarmé (Paris, Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade”, 1945, réed. 1979, pp. 872-83).

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Sulla grafologia
Sì, credo che la scrittura sia un indizio: certissimo, voi dite, come il gesto o la fisionomia. Nondimeno, lo scrittore di professione o per diletto, ricopia o vede dapprima nello specchio del suo pensiero, poi trascrive in una scrittura fatta una volta per sempre, come invariabile. L’effetto immediato delle sue emozioni non è dunque visibile nel suo manoscritto: ma vi si giudicherà la sua personalità in blocco.
(1894)
Sul libro illustrato
Io sono per – nessuna illustrazione, tutto ciò che un libro evoca dovendo accadere nella mente del lettore: ma, se vi sostituite la fotografia, perché non andate dritti al cinematografo, il cui svolgimento sostituirà immagini e testo, molti volumi, vantaggiosamente?
(1898)
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Edgar Degas, Ballerine
