Per Chiara Daino

Giampaolo Paleotti
«E avanzo con un piccolo scudo per sopportare il peso: una pagina che è coperta, è sacra, è calda. Una pagina serra. Una pagina resuscita. La pagina è sorella, è stirpe simile, perché è una pagina sola. E non è solo una pagina: è la sola che mi suturi… Ora siamo soli: tu mi leggi, io ti scrivo [sempre, anche se non mi rispondi]. Ti dedico tutte le mie parole: sai, io ho solo loro…»,
Qui è lo stile della Daino. Ma “stile” è stilus, coltello. Il fatto è semplice: questo autore è un raro animale della scrittura. Cercate di leggerlo: ne sarete arricchiti. Oggi le anime liriche sono tante, ma i barbari poeti della prosa, pochi.
Un vero autore vive come un “sospeso dalla vita”. Gli artisti veri sono strumenti da cui passa l’energia della metamorfosi e della sovversione. Lo scrittore Daino sostiene e sosterrà ancora la vita biologica di Chiara Daino. Cioè il “fantasma” della scrittura le infonderà vita. «Io sto morendo, ma quella puttana di Emma Bovary vivrà in eterno».
