INVASA DI INVASORI. Béatrice Brérot

Ii testo sono tratti da: dix mille êtres dedans di Béatrice Brérot (diecimila esseri all’interno, traduzione di Andrea Giramundo)

Diecimila esseri all’interno è un viaggio alla sorgente del pensiero, approdando sulle rive di territori facilmente assimilabili a giardini interiori, al giardino delle Esperidi, al paradiso che ognuno porta nel profondo di sé, sepolto nel proprio intimo. Risalire le correnti, i fiumi, le circonvoluzioni del

cervello significa scoprirne gli strati. È come portare alla luce strati geologici, divaricarli per penetrare nella foresta primordiale del cervello ed essere testimoni senza filtri, il più vicino possibile all’origine, delle possibili interazioni tra ambiente cerebrale e ambiente naturale, della simbiosi tra lingue, organismi viventi e Terra. È una percorso attraverso le foreste, nelle costellazioni del pensiero prima che sia giunto alle rive della coscienza. È un invito a percorrere i territori mobili del vivente. Diecimila esseri all’interno esplora i percorsi del cervello e quelli della Terra, strutture in reticolo

che creano vere e proprie cartografie sulla superficie del globo fino al cosmo, passando attraverso i nostri neuroni come attraverso le sottili nervature di un petalo di rosa. Tra microcosmo e macrocosmo, diecimila esseri all’interno è stato scritto anche in risposta all’invasione quotidiana di inquinamento acustico e visivo causata dai media e dalla pubblicità. Questa poesia solleva la questione di un’ecologia del cervello alla stregua di quella del nostro pianeta, invitando i lettori e le lettrici a uno stato meditativo.

**

la Terre comme une pierre

la Terre de se taire

de se taire

ne se tait jamais

la Terre comme une pierre

n’est pas muette

la Terre grosse

est grosse de mille en mille lis de rivières et torrents

la Terre grosse

est grosse de montagnes et de pierres

et la montagne est grosse de la Terre

la Terre sphère stèle ses ailes se déploient se penche

la Terre se penche

ramasse le temps

se penche encore

ramasse les bords

s’approche en dehors

se penche encore

tombe dedans

à l’intérieur

où dort la montagne

à l’intérieur

où dort la montagne

d’autres dorment dedans

car si dehors s’étire le dedans

dehors c’est toujours dedans

dehors c’est toujours dedans

dehors c’est dedans

dedans

dedans dort la montagne

où balbullent dans le noir

les S.O.S. des étoiles

*

la Terra come una roccia

la Terra taccia

taccia

mai che taccia

la Terra come una roccia

non è muta

la Terra gravida

è gravida di mille e mille gigli di fiumi e torrenti

la Terra gravida

è gravida di montagne e rocce

e la montagna è gravida della Terra

la Terra sfera stele le sue ali si distendono s’incurva

la Terra s’incurva

raccoglie il tempo

s’incurva di nuovo

raccoglie i bordi

si protende verso l’esterno

s’incurva di nuovo

cade dentro

all’interno

dove dorme la montagna

all’interno

dove dorme la montagna

all’interno altri dormono

perché se all’esterno si allunga l’interno

l’esterno è sempre all’interno

l’esterno è sempre all’interno

l’esterno è l’interno

all’interno

all’interno dorme la montagna

dove nel buio bolbettano

gli S.O.S. delle stelle

**

sable

blier

passe passe

en tour

pluie

plié

boule de papier

sable

blier

coule

passe passe

cerveau plié

entre dedans

langues et pensées

sable

blier

entrelacs là

ici et là

las de langues

entre grigris & cris

appel en cercle perle

eau delà jaillit la terre

en circonvolutions

et combinaisons de vies

entre arborescences

ras du sol et dans les arbres

dessous le sol et dans la canopée

entre forêts végétales et dendritiques

optophonie le long

le long du mycélium

optophonie le long

le long des lianes

optophonie le long

le long des fleuves et affluents

optophonie le long

le long des pistes et sentiers

optophonie le long

le long le long le long le long

entrelacs là de langues et de sable

de langues et de lieux liés sensoriels

de marche en marche

les peuples s’habillent de pensées sauvages

de paroles animales

que chante à l’envers lui l’humain

sable

blier

plié

boule de papier

sous l’angle

l’angle de la langue

est-ce la langue

est-ce la langue

sertie bloum bloum

sertie blanche à l’humeur des contrées

sertie rose des sables contre vents et marées

à fleur vagues

sous la langue

les crêtes changent

les mondes transparent

tranchent noir

quand lune d’un coup sourit pâle à longue lueur

voyant qu’à travers sommeil

la Terre et ses pensées

la Terre toute entière est consciente

la Terre est consciente de tout

de ses creux de ses trous

de ses troncs de ses fronts

de ses yeux de ses sons

de ses lobes de ses régions où chevauchent s’allient se rallient

discours et géographie

sable

blier

plié

ridé

nervuré

ramifié

les chairs orchides à tâtons croissent

et dedans

telle la rose

son pétale

tu y vois la Terre

et la Terre Elle dit

envahie

je suis envahie

envahie d’eau d’air de lumière

je suis envahie

envahie de vie

je suis envahie

envahie de germes

de tiges de fibres de radicelles

je suis envahie

envahie d’herbe de brins de feuilles

d’arbres d’arborescence de ramifications

je suis envahie de fleurs

de pucerons

de moucherons

de bûcherons

je suis envahie

envahie de peur

envahie

je suis envahie

je suis envahie de bactéries

envahie de vie de morts d’asticots de vers de terre

je suis envahie de poils d’ongles de cheveux

oui de cheveux

je suis envahie de fils de filaments

de fibres optiques textiles naturelles

je suis envahie de racines de rhizomes

de graines

d’amour

de cadeaux

de sacrifices

de guerres

je suis envahie de larmes

de rus

de ruisseaux

de rivières

je suis envahie

je suis envahie de ronces

de rides

envahie d’algues

de dendrites

de sang

de veines

je suis envahie de gens

de leurs sourires

de leurs pensées

je suis envahie de peur

je suis envahie d’amour

je suis envahie des autres

je suis envahie

envahie d’envahisseurs

**

sabbia

clessidra

scorre scorre

intorno

pioggia

si accartoccia

pallina di carta

sabbia

clessidra

fluisce

scorre scorre

cervello accartocciato

a ll’interno dentro

lingue e pensieri

sabbia

clessidra

intreccio tra

qui e tra

travaglio di lingua

tra amuleto e grido

appello circolare perla

sgorga dalla terra al di làcqua

in circonvoluzioni

e combinazioni di vita

tra arborescenze

rasoterra e fra gli alberi

sottoterra e nella canopea

fra foreste vegetali e dendritiche

optofonia prolungata

lungo il micelio

optofonia prolungata

lungo le liane

optofonia prolungata

lungo i fiumi e gli affluenti

optofonia prolungata

lungo i percorsi e i sentieri

optofonia prolungata

lungo lungo lungo lungo

traforo tra lingue e sabbia

lingue e luoghi legati sensoriali

passo dopo passo

le persone si vestono di pensieri selvaggi

di parole animali

che canta all’inverso lui l’umano

sabbia

clessidra

si accartoccia pallina di carta

sotto l’angolo

l’angolo della lingua

la lingua è

la lingua è

incastonata bloum bloum

incastonata bianca all’umore delle regioni

incastonata rosa di sabbia contro venti e maree

onde in fiore

sotto la lingua

le creste cambiano

i mondi traspaiono

si stagliano neri

quando luna improvvisa sorride pallida d’aperto lucore

non vedere che attraverso il sonno

la Terra e i suoi pensieri

la Terra tutta è cosciente

la Terra è cosciente di tutto

dei suoi fori dei suoi buchi

dei suoi tronchi dei suoi fronti

dei suoi occhi dei suoi suoni

dei suoi lobi delle sue regioni dove cavalcano si allineano e si riuniscono

discorsi e geografia

sabbia

clessidra

si accartoccia

rugoso

nervato

ramificato

le carni orchidee a tentoni crescono

e all’interno

come la rosa

il suo petalo

vi vedi la Terra

e la Terra ti dice

invasa

sono invasa

invasa d’acqua d’aria di luce

sono invasa

invasa di vita

sono invasa

invasa di germi

di steli di fibre di radichette

sono invasa

invasa di erba di fili di foglie

di alberi di arborescenze di ramificazioni

sono invasa di fiori

di afidi

di moscerini

di boscaioli

sono invasa

invasa di paura

invasa

sono invasa

sono invasa di batteri

invasa di vita di larve di vermi di terra

sono invasa di peli di unghie di capelli

sì di capelli

sono invasa da fili di filamenti

di fibre ottiche tessili naturali

sono invasa di radici rizomatose

di semi

di amore

di regali

di sacrifici

di guerre

sono invasa di lacrime

di rivoli

di ruscelli

di fiumi

sono invasa

sono invasa di rovi

di rughe

invasa di alghe

di dendriti

di sangue

di vene

sono invasa di gente

dai loro sorrisi

dai loro pensieri

sono invasa di paura

sono invasa di amore

sono invasa di altri

sono invasa

invasa di invasori

**

Béatrice Brérot (oggi Sacha Earendel) si dedica alla scrittura poetica, letteraria, sonora, politica, performativa, queer, narrativa, fotografica, radiofonica, erotica e arborea. Cofondatrice e moderatrice della rivista digitale “cunni lingus”, interroga il genere e il linguaggio nella poesia. Ha prodotto poesie sonore con Ecrits/Studio è stata molto attiva nel collettivo Le syndicat des poètes qui vont mourir un jour. Ha fondato la fabbrica di poesia laps/le suc & l’absynthe. Per l’elenco delle sue pubblicazioni creazioni interpretazioni e attualità. Il suo sito personale è: https://bbrerot.free.fr

Andrea Giramundo, traduce dallo spagnolo e dal francese. Ha collaborato con la rivista CARAVANSARY dell’editore colombiano UNIEDICIONES traducendo dal francese allo spagnolo. Ha curato la parte italiana (da lui tradotta dal francese) del libro bilingue “Venise, ligne d’onde” di Kitty Holley (premio Laocoonte 2024). Scrive racconti e poesie. Alcuni suoi testi sono stati pubblicati su riviste e antologie: in Italia (Inverso, Poesia del nostro tempo, Poesia Ultracontemporanea, SuiteItaliana, Parole&Poesia, Poeti e Poesia, I Minori Grandi della poesia contemporanea italiana), in Francia (Mediapart, 21 minutes, Cairns). Dirige la rivista Alloradillo. Il suo sito personale è: https://andreagiramundo.altervista.org

Jean Fautrier

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