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Storia del signor Vais, di Camilla Osemont (edizioni temposospeso, 2024) è una novella breve, esemplare nel descrivere il non-detto tra due personaggi maschili, Gladiolo Vais e Guido Belli, e uno femminile, Leda, tre inquilini che abitano su tre piani del medesimo condominio, uno sopra l’altro. Il libro è suddiviso in: Primo tempo (Allegro sostenuto, Andante moderato, Vivace); Secondo tempo (Vivacissimo, Allegrissimo); Terzo tempo (Largo, Mosso, Andantino, Allegro moderato); Quarto tempo (Adagio, Vivo, Largamente, Con moto, Sostenuto, Adagissimo). Il lettore che sceglie questo libro avrà l’opportunità, leggendolo, di entrare in un tessuto di emozioni indistinte e spettrali, dove l’assenza della vista e del suono magnetizzeranno l’attenzione. Il signor Vais, prima sordo, poi cieco, è lo spettro che guiderà Leda a una nuova percezione del visibile e dell’invisibile. Un’aura, tra Dino Buzzati e Clarice Lispector, domina questa novella onirica e domestica dove heimlich e unhemilich si intrecciano in modo inestricabile, senza lasciare spazio a una realtà definita: è il timbro stesso della narrazione a orientare il lettore. “Gladiolo mollò la presa e fece un passo in avanti, poi un secondo, e afferrò il tavolo rotondo della sala. Lei fece un passo indietro continuando a cantare e lui si avvicinò ancora, tenendosi ai bordi del tavolo fin quando la circonferenza non lo avrebbe costretto a ritornare indietro. Fu allora che procedette senza ancorarsi a nulla, nel mezzo della stanza, seguendo la sua voce. Leda procedeva a ritroso, segnando la via con il suo canto, fermandosi ad attendere finché lui non mosse il passo successivo, per aiutarlo a orientarsi”. Benché nella narrazione niente accada se non per minimi e fantasmatici incontri, la storia del signor Vais è un racconto “gotico”, alla Henry James, dove le anime/corpi vivono una morbida intimità di sensi assenti e ritrovati attraverso il mistero di una narrazione impercettibile, che cuce e ricama una scena oltre i confini dei sensi, ineffabile.
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*Camilla Osemont (Genova, 1983). Storia del signor Vais è il suo esordio come narratrice.
