I GIORNI QUASI NOSTRI. Toni Begani

Fingiamo ch’io sia felice,

triste pensiero, un momento;

forse potrai persuadermi,

sebbene io sappia il contrario.

ll mondo è tutto opinioni,

che sono così discorsi

xhe quel che per uno è nero

l’altro dimostra che è bianco.

Suor Juana Ines de la Cruz

*

Bianco sporco.

Un cielo di polvere bianca diffonde luce opaca sulle cose.

Fiacca e noia.

Poteva essere un dolce sipario soleggiato di settembre, poteva essere una preparazione di autunno nella città.

Ma è un tentativo a oltranza di mantenere la banalità di un’estate formale a tutti costi come sempre. La luce giusta per la necropoli di riviera che si attrezza per la sera.

Questo ritorno richiama gli altri alla memoria. Stessi treni, stesse stazioni, sentimenti ed emozioni ibernate vive dilagano ancora. La casa di mio padre, la raffineria, dichiaratamente dismessa oggi, fantasma già allora.

“Dormono sulla collina”

Tempo senz’anima. Emozioni azzerate che consentono la fuoruscita controllata dei ricordi e dei sentimenti.

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*Il testo è tratto da: Toni Begani, La forma vera delle cose, gattomerlino editore, Roma 2025.

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